Il Bonus mamme previsto nella manovra economica per il 2027 rappresenta un tentativo di semplificazione: i precedenti due incentivi vengono fusi in un unico assegno mensile di 100 euro per le lavoratrici con almeno due figli e con un reddito annuo non superiore a 40 000 euro. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere più chiaro il sostegno alle famiglie, ma la fusione comporta una redistribuzione dei benefici, con effetti diversi a seconda della situazione lavorativa e del numero di figli.
Chi può accedere al nuovo assegno e quali sono le novità
Le madri con due figli ricevono 100 euro al mese (invece dei precedenti 60), fino al decimo compleanno del figlio più giovane. Per le madri con tre o più figli la somma è limitata al compimento della maggiore età dell’ultimo nato. La riforma estende il beneficio anche a lavoratrici autonome, libere professioniste iscritte alle casse previdenziali e a quelle a tempo determinato, categorie precedentemente escluse dalla decontribuzione totale. Il pagamento avviene in forma trimestrale, su domanda all’INPS, e non incide né sull’imponibile né sull’ISEE.
Procedura di richiesta per il 2027
Per ottenere l’assegno è necessario presentare domanda on-line tramite il portale INPS, usando SPID (livello 2 o superiore), CIE (livello 3) o CNS. La domanda dovrà contenere i dati anagrafici dei figli, la certificazione del reddito da lavoro (max 40 000 euro) e la dichiarazione di possedere i requisiti richiesti. L’INPS provvederà al pagamento entro 30 giorni dalla verifica dei requisiti, accreditando il bonifico su un IBAN indicato dalla richiedente.
Le dipendenti a tempo indeterminato con tre figli: perdita di benefici
Le lavoratrici dipendenti stabili con almeno tre figli subiscono una riduzione significativa: l’attuale esonero contributivo (fino a 3 000 euro annui) viene sostituito da un assegno massimo di 1 200 euro all’anno. Chi beneficava dell’esonero completo può vedere un decremento di circa 800 euro, mentre chi supera la nuova soglia di reddito (oltre i 40 000 euro) rischia di perdere l’intero vantaggio, con una perdita potenziale superiore a 3 000 euro.
Dati complessivi e incertezze sulla riduzione dell’aiuto
La relazione tecnica allegata alla manovra stima una platea di 993 mila potenziali beneficiarie, con una spesa complessiva di circa 1,07 miliardi di euro all’anno. Di queste, 813 mila provengono dagli incentivi monetari e 180 mila dall’esonero contributivo. Tuttavia, non è chiaro quante tra le donne che attualmente usufruiscono dell’esonero perderanno parte o tutta l’assistenza con l’avvio del nuovo schema. L’accorpamento annulla inoltre l’ipotetico esonero parziale previsto per il 2027, recuperando circa 300 milioni di euro.
Confronto con il Bonus mamme 2026
Nel 2026 il beneficio era limitato a 60 euro al mese, per un massimo di 720 euro annui, sempre con soglia di reddito pari a 40 000 euro. La procedura di domanda era simile (INPS, SPID, CIE), ma il pagamento veniva erogato in un’unica soluzione a dicembre. Con l’introduzione del nuovo assegno da 100 euro, le madri con due figli guadagnano fino a 480 euro in più all’anno, mentre quelle con tre figli potrebbero subire un ribasso. Il passaggio da 720 euro a un possibile massimo di 1 200 euro per certe categorie, ma con restrizioni più severe, rende la riforma un “dado a due facce” per le famiglie italiane.



