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9 Giugno 2026

Grazia a Nicole Minetti: Procura di Milano smentisce le accuse del Fatto Quotidiano

La Procura generale di Milano ha smentito le accuse di festini e droga contro Nicole Minetti, confermando la grazia per motivi umanitari legati alla salute del figlio adottivo.

Grazia a Nicole Minetti: Procura di Milano smentisce le accuse del Fatto Quotidiano

La Procura generale di Milano ha messo fine alle polemiche riguardanti la grazia concessa a Nicole Minetti, smentendo categoricamente le accuse di festini e droga che avevano scatenato un vivace dibattito mediatico. Le indagini supplementari, condotte in collaborazione con Interpol, Uruguay e Spagna, non hanno trovato alcun riscontro alle affermazioni riportate da alcuni media.

La decisione della Procura, comunicata al Ministero della Giustizia, ha confermato che i fatti riportati non corrispondono al vero e che non sono emersi elementi contrastanti con il quadro probatorio già acquisito. Questo ha portato alla conferma della grazia concessa a Minetti il 18 febbraio 2026, basata su gravi motivi umanitari legati alle condizioni di salute del figlio minore adottato.

Le accuse del Fatto Quotidiano e la reazione del Quirinale

La vicenda aveva preso avvio con una serie di articoli pubblicati dal Fatto Quotidiano, che avevano costruito un castello accusatorio fondato sulle dichiarazioni di una massaggiatrice uruguaiana. Le accuse includevano presunti festini, uso di droga e sesso, con l’affermata partecipazione di Minetti. Queste notizie avevano spinto il Quirinale a chiedere al Ministro della Giustizia Nordio di acquisire informazioni sulla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza.

Tuttavia, le verifiche supplementari hanno dimostrato che le affermazioni sui festini erano infondate, che non vi erano irregolarità nell’adozione e che non esistevano pendenze giudiziarie all’estero. La stessa fonte originaria aveva nel frattempo riportato i fatti in versione attenuata, confermando la mancanza di riscontri alle accuse.

Le conseguenze legali per il Fatto Quotidiano

In seguito alle smentite ufficiali, Nicole Minetti e il suo compagno Giuseppe Cipriani hanno deciso di intraprendere azioni legali contro il Fatto Quotidiano e altre testate. La coppia ha presentato due denunce: una a Roma per danno reputazionale, con una richiesta di risarcimento di 5 milioni di euro, e una a New York per danno alle imprese, con una richiesta di 250 milioni di dollari.

La denuncia a Roma è fissata per il 26 giugno 2026 e coinvolge il Fatto Quotidiano, il direttore Marco Travaglio e una decina di giornalisti del quotidiano. La coppia accusa il giornale di aver condotto una violenta campagna diffamatoria basata su articoli pubblicati tra l’11 aprile e il 12 maggio scorsi. In particolare, si fa riferimento a un’intervista con una testimone che aveva descritto presunti festini nella tenuta di Cipriani a Punta del Este, in Uruguay, e una tentata violenza sessuale nei suoi confronti. La donna ha poi ritrattato tutto davanti a un notaio.

La ritrattazione della testimone

Graciela Mabel De Los Santos Torres, la massaggiatrice uruguaiana che aveva inizialmente fatto dichiarazioni compromettenti, ha successivamente ritrattato tutto. In una dichiarazione notarile, ha affermato di non aver mai assistito né avuto conoscenza di alcuna attività illegale o immorale coinvolgente Minetti. Le chat pubblicate dal Fatto Quotidiano, che descrivevano il ranch come ‘la casa di Playboy’ e parlavano di feste, ragazze e droghe, sono state smentite dalla stessa testimone.

La reazione di Marco Travaglio e il Fatto Quotidiano

Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, ha reagito duramente al comunicato della Procura generale di Milano, definendolo un’accusa gravissima nei confronti del giornale. In un’intervista a ‘Otto e Mezzo’ su La7, Travaglio ha dichiarato che il comunicato equivale a un’accusa di falso che non può essere accettata. Ha annunciato la possibilità di un’azione per diffamazione contro la Procura.

Travaglio ha sostenuto che la Procura generale si sarebbe basata troppo sulle ricostruzioni della difesa di Minetti e Cipriani, senza ascoltare le persone che, secondo il Fatto, avrebbero potuto fornire elementi utili per valutare meglio la vicenda. Ha definito la situazione come ‘chiedere all’oste se il vino è buono’, sottolineando la mancanza di verifiche autonome sulle fonti ascoltate dai cronisti del giornale.

Il direttore del Fatto ha anche annunciato che il quotidiano continuerà a occuparsi della vicenda, sostenendo che restano ancora molti aspetti da chiarire e nuove testimonianze da raccogliere. Tuttavia, la battaglia legale si sposta su un doppio binario: da una parte la libertà di stampa e il diritto di cronaca, dall’altra la tutela della reputazione delle persone coinvolte.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.