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8 Giugno 2026

Marco Travaglio e la polemica sulla grazia a Nicole Minetti

Marco Travaglio minaccia azioni legali contro la Procura generale di Milano dopo la conferma della grazia a Nicole Minetti, accusando le toghe di diffamazione.

Marco Travaglio e la polemica sulla grazia a Nicole Minetti

Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano ha scatenato una polemica senza precedenti dopo la decisione della Procura generale di Milano di confermare la grazia a Nicole Minetti. Il giornalista, noto per le sue inchieste, ha accusato le toghe di diffamazione, minacciando azioni legali se non riceverà delle scuse formali.

La vicenda ha avuto inizio quando la Procura generale ha ribadito il suo parere positivo per la grazia a Minetti, ex consigliera lombarda condannata per induzione e favoreggiamento della prostituzione nel caso Ruby e per peculato sui rimborsi. Travaglio, ospite di una trasmissione televisiva, ha espresso tutta la sua indignazione, definendo la decisione della Procura come un atto di diffamazione nei confronti del suo giornale.

Le accuse di Travaglio alla Procura

Travaglio ha dichiarato che il Fatto Quotidiano ha intervistato testimoni che hanno smontato punto per punto il parere favorevole alla grazia. Secondo il direttore, le notizie pubblicate dal giornale non possono essere smentite perché basate su testimonianze dirette. “Non possono farlo perché non hanno sentito le persone che abbiamo sentito noi”, ha affermato Travaglio, sottolineando che la Procura non ha consultato i testimoni intervistati dal giornale.

Il giornalista ha anche criticato la decisione del Quirinale di affidare le nuove indagini sulla grazia alla stessa Procura che aveva già espresso un parere favorevole. “Praticamente si chiede all’oste se il vino è buono”, ha commentato Travaglio, ironizzando sulla situazione. Inoltre, ha criticato la scelta di non ascoltare la testimonianza di una massaggiatrice che aveva parlato di feste di droga e sesso nella villa di Minetti e Cipriani in Uruguay.

Le richieste di risarcimento di Minetti e Cipriani

Nel frattempo, Nicole Minetti e il suo compagno Giuseppe Cipriani hanno avanzato richieste di risarcimento per un totale di 250 milioni di euro contro il Fatto Quotidiano la trasmissione Report e il programma È sempre Cartabianca. Secondo gli avvocati della coppia, gli articoli pubblicati dal giornale e le trasmissioni televisive hanno danneggiato la loro reputazione.

Cipriani ha dichiarato che il risarcimento, indipendentemente dall’importo, sarà devoluto a organizzazioni internazionali che si occupano di bambini adottati. “Più che pagare i danni, io credo che dovrebbero chiudere il giornale”, ha affermato Cipriani, mostrando tutta la sua indignazione.

La risposta del Fatto Quotidiano

Peter Gomez, direttore dell’edizione online del Fatto Quotidiano ha risposto alle accuse sostenendo che il giornale ha pubblicato notizie basate su fonti attendibili. “Noi abbiamo avuto delle notizie, le abbiamo date con nome e cognome”, ha dichiarato Gomez, sottolineando che le notizie pubblicate non sono state considerate vere senza sentire le fonti.

Travaglio, nel suo editoriale, ha criticato duramente la decisione della Procura generale di non ascoltare la testimonianza della massaggiatrice. “Che racconta ‘feste di droga e sesso’ e molestie: fornisce dettagli, chiede di svelare ‘altri fatti ai magistrati’. Ma questi non la sentono perché sarebbe ‘smentita da numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive'”, ha scritto Travaglio,

La vicenda continua a suscitare polemiche e discussioni, con Travaglio che insiste sulla linea intrapresa e pubblica nuovi pezzi sull’inchiesta. Il 12 giugno è prevista un’udienza per certificare la cancellazione della pena per Minetti, ma non sono previsti ulteriori colpi di scena.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.