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24 Ottobre 2026

Come richiedere il bonus mamme 2026: 60 euro mensili, 720 euro annui

Il nuovo bonus mamme 2026 offre 60 euro al mese a chi ha due o più figli, con una soglia di reddito di 40 mila euro.

Come richiedere il bonus mamme 2026: 60 euro mensili, 720 euro annui

Dal 20 ottobre 2026 l’ INPS ha attivato il portale digitale per il bonus mamme 2026. Si tratta di un sostegno economico pari a 60 euro al mese per ogni mese di lavoro effettivo, con un tetto di 720 euro annui. Il beneficio è stato aumentato rispetto al 2025, quando l’agevolazione era di 40 euro mensili. L’intervento rientra nella legge di Bilancio 2026 e prevede un finanziamento complessivo di 630 milioni di euro, destinato a sanare il divario salariale tra donne e uomini e a incentivare la natalità.

Chi può beneficiare del bonus mamme?

Il requisito fondamentale è la presenza di almeno due figli a carico. Per le madri con due figli il contributo è riconosciuto se il più giovane non ha ancora compiuto 10 anni; per chi ha tre o più figli la soglia di età sale a 18 anni. I bambini adottati o in affidamento preadottivo rientrano nella stessa disciplina. Il beneficio è riservato a lavoratrici dipendenti (pubbliche e private) con contratti a tempo determinato, indeterminato, somministrazione, apprendistato o lavoro intermittente, così come alle autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, comprese la Gestione separata e le casse professionali.

Limiti di reddito e categorie escluse

Il reddito da lavoro della madre non deve superare i 40 000 euro annui. A differenza dell’ISEE, non viene considerato il reddito complessivo del nucleo familiare; rientrano anche i guadagni in regime forfettario e le entrate fiscalmente esenti, mentre la NASpI è esclusa dal calcolo. Non hanno diritto le madri con un solo figlio, le collaboratrici domestiche (colf, badanti), le lavoratrici disoccupate o con sole collaborazioni occasionali, né le famiglie i cui figli hanno superato i limiti di età alla data del 1° gennaio 2026.

Procedura di presentazione della domanda

Le domande devono essere compilate online sul sito dell’INPS entro il 31 dicembre 2026; chi rispetta i requisiti a dicembre può presentare entro il 31 gennaio 2027. È necessario disporre di credenziali di accesso di livello almeno 2 (SPID), CIE (livello 3), CNS o eIDAS. La procedura prevede la selezione di “Sostegni, sussidi e indennità”, poi “Servizi per i genitori” e infine “Nuovo bonus mamme 2026”. Nel modulo vanno inseriti i dati anagrafici dei figli, l’attività lavorativa, il reddito dichiarato e la modalità di accreditamento, scegliendo tra bonifico su IBAN o addebito domiciliare.

Assistenza e canali di supporto

Se l’operatore preferisce essere accompagnato, può rivolgersi a un patronato, al Contact Center INPS (numero verde 803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare) o utilizzare la chat presente sul portale. In caso di risposta negativa o di accoglimento parziale, è possibile richiedere il riesame telematico allegando la documentazione integrativa entro i termini indicati nella comunicazione di esito.

Tempistiche di erogazione e importi proporzionali

Le mensilità maturate nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2026 vengono erogate in un’unica soluzione nel mese di dicembre, a condizione che la pratica sia stata istruita entro i termini previsti. Le richieste inviate più tardi saranno pagate a partire da gennaio 2027. L’importo è proporzionale ai mesi di diritto: 12 mesi corrispondono a 720 euro, 6 mesi a 360 euro, 4 mesi a 240 euro e così via. Per esempio, una madre che chiama il bonus per la prima volta ad aprile potrà percepire circa 540 euro, calcolati sulla base dei mesi effettivi di lavoro.

Il rialzo del bonus mamme risponde anche al costante calo della natalità italiana: nel 2025 sono nati 20 457 bambini in Toscana, una diminuzione del 3,8 % rispetto all’anno precedente, e la quota di madri sole è in lieve aumento. Sebbene il provvedimento non risolva da sé il trend demografico, fornisce un aiuto concreto alle famiglie dove il reddito medio delle donne è significativamente inferiore a quello maschile (circa 19.543 euro contro 29.607 euro, secondo dati provinciali).

Autore

Roberto Capelli

Roberto Capelli di Milano annotò i dati di una mensa aziendale durante un’indagine sul pasto lavorativo; quella visione epidemiologica modellò la sua linea editoriale, orientata a scelte alimentari misurate. In redazione difende chiarezza scientifica e conserva ricette leggere annotate a mano.