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18 Ottobre 2026

Romanzi contemporanei sulla maternità: Simona Vinci e Enrica Tesio

Due romanzi svelano le contraddizioni della maternità e della vita quotidiana delle madri

Romanzi contemporanei sulla maternità: Simona Vinci e Enrica Tesio

Il panorama letterario italiano degli ultimi anni ha visto emergere opere che non temono di mettere a nudo le difficoltà della maternità. Tra queste, spiccano Madonna di Rabbia di Simona Vinci e Cosa ne sanno i poeti di Enrica Tesio, due scrittrici che, con voci diverse, descrivono il dramma e l’ironico quotidiano di chi è madre.

Entrambe le narrazioni si muovono in ambienti urbani, ma mentre Vinci sceglie un tono quasi investigativo, Tesio si avvale di una prosa veloce e ricca di allitterazioni, creando un contrasto che permette di analizzare più a fondo il ruolo della madre nella società contemporanea.

Madonna di Rabbia di Simona Vinci: un’indagine cruda sulla maternità

Il romanzo racconta la storia di Eva, una donna di cinquant–anni che ha avuto la figlia Agata a oltre quarantà anni, dopo due aborti. La narrazione è in terza persona, ma si interrompe regolarmente con pagine in corsivo che rappresentano il diario di Eva. In questi appunti, la protagonista elenca le vicende di famose madri (da Doris Lessing a Nina Simone) che hanno abbandonato i propri figli, definendole “sorelle” in quanto accomunate da una stessa inadeguatezza materna.

Il diario di Eva e le “sorelle” famose

Le voci di queste donne diventano una sorta di bibliografia emotiva che consente a Eva di riconoscere la propria fragilità. L’autrice usa il diario per dare respiro al lettore, spezzando la tensione della trama principale e mostrano come la depressione e il senso di incapacità siano condivisi, anche se spesso taciuti. Questo espediente narrativo rende il romanzo più implacabile ma al contempo più empatico.

Il quadro domestico di Eva è descritto con una precisione quasi clinica: vive in un bilocale di Corvetto, un quartiere popolare di Milano, con una vista su un giardino misterioso, inaccessibile ma costantemente presente. Le difficoltà pratiche – la mancanza di tempo per le chat genitoriali, la difficoltà a partecipare a feste di compleanno o a gestire le attività sportive di Agata – si mescolano a una profonda sensazione di fallimento. Il romanzo dipinge la figura materna non come un’eroina, ma come una persona che, a volte, vorrebbe non possedere nulla nemmeno la propria vita.

Cosa ne sanno i poeti di Enrica Tesio: il caos della madre del XXI secolo

Enrica Tesio, con il suo stile conciso e spesso sarcastico descrive una giornata tipica di una madre che concilia lavoro, famiglia e relazioni sociali. Il libro, pubblicato da Bompiani nel 2026, utilizza capitoli brevi, ricchi di allitterazioni e ripetizioni, per ricreare la frenesia di chi deve occuparsi di “i bambini a scuola, la camicia del marito, le colazioni dimenticate nel lavandino”.

Le allitterazioni come ritmo di vita

Le frasi di Tesio sono quasi musicali: “la cena è l’unico pasto fatto bene”“due chat aperte su whatsapp”. Questo ritmo veloce rispecchia il caos quotidiano di una madre contemporanea, che deve gestire le richieste di un marito, i compiti dei figli e i propri momenti di svago (come il thé con un’amica). Il libro non si ferma a descrivere la routine, ma la trasforma in una riflessione sulla perdita di tempo e sulla necessità di trovare spazi di leggevolezza nella vita frenetica.

Tesio, a differenza di Vinci, utilizza un tono più cynico ma allo stesso tempo più ironico indicando che le difficoltà non sono soltanto individuali ma radicate in un sistema che ancora vede la donna come principale responsabile del “casa”. Giustamente, il romanzo si domanda perché i divorzi le spese legali e le discussioni politiche finiscano per influenzare il benessere delle famiglie, spostando l’attenzione dal singolo caso al contesto sociale più ampio.

Confronto tra i due approcci: verità brutale vs ironia quotidiana

Se da una parte Madonna di Rabbia si addentra nella psicologia della madre inadeguata e utilizza il diario per collegare il vissuto personale a quello di altre donne famose, da un’altra perspektiva Cosa ne sanno i poeti dipinge la maternità come una serie di micro-conflitti domestici, enfatizzando l’ironia e la velocità di pensiero tipica del “multitasking” femminile.

Entrambe le opere, però, convergono in un punto fondamentale: la necessità di parlare apertamente della maternità senza filtri. Vinci dichiara che è “difficile parlare della maternità in modo libero”, mentre Tesio, attraverso il suo linguaggio spezzettato, ci ricorda che la realtà di una madre è spesso un collage di momenti brevi e intensi. Il risultato è una riflessione complessa su come le donne, oggi, sentono il peso di ruoli tradizionali e contemporanei, e su come la letteratura possa diventare un luogo di indagine e condivisione di queste esperienze.

Autore

Roberto Capelli

Roberto Capelli di Milano annotò i dati di una mensa aziendale durante un’indagine sul pasto lavorativo; quella visione epidemiologica modellò la sua linea editoriale, orientata a scelte alimentari misurate. In redazione difende chiarezza scientifica e conserva ricette leggere annotate a mano.