L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) ha annunciato l’avvio delle pratiche per il Bonus mamme 2026. Si tratta di un’integrazione al reddito pari a 60 euro al mese per ciascun mese di lavoro o di attività autonoma svolta nel 2026, fino a un tetto massimo di 720 euro complessivi. Il beneficio è pensato per sostenere le famiglie con più figli, ma l’accesso è soggetto a precise condizioni di reddito e di composizione familiare.
La misura, introdotta dalla legge di Bilancio 2026, è rivolta a lavoratrici dipendenti, autonome e a chi svolge rapporti di lavoro intermittente o in somministrazione, escludendo però il lavoro domestico. Il Bonus mamme è non imponibile ai fini fiscali e non incide sul calcolo dell’ISEE, rappresentando quindi un aiuto netto per le famiglie che rientrano nei parametri stabiliti.
Come presentare la domanda al Bonus Mamme 2026
Le domande possono essere inviate direttamente attraverso il sito istituzionale . Dopo aver effettuato l’autenticazione con la propria identità digitale (SPID, CIE o CNS), l’utente accede al “Punto d'accesso alle prestazioni non pensionistiche” e compila il modulo online. Il sistema guida passo passo nella raccolta dei dati, consentendo di allegare eventuali certificati richiesti e di verificare la correttezza delle informazioni prima dell’invio.
Procedura online sul portale INPS
Il canale telematico rappresenta la via più rapida: la domanda viene registrata immediatamente e la data di presentazione diventa riferimento per l’avvio dell’istruttoria. È possibile salvare una bozza, riprendere la compilazione in un secondo momento e, una volta completata, inviare la richiesta con la firma elettronica. Il portale fornisce anche la possibilità di monitorare lo stato di avanzamento del procedimento attraverso la sezione “Le mie pratiche”.
Richiesta via Contact Center e patronati
Chi preferisce un’assistenza telefonica può rivolgersi al Contact Center Multicanale dell’INPS: numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (a pagamento da rete mobile). Gli operatori aiutano a compilare il modulo, a risolvere dubbi sui requisiti e a verificare la correttezza dei dati inseriti. In alternativa, i patronati pubblici e privati sono autorizzati a presentare le domande per conto dei richiedenti, garantendo supporto anche a chi non dispone di identità digitale.
Chi ha diritto al contributo: requisiti per madri lavoratrici
Il beneficio non è universale: per accedervi è necessario soddisfare una combinazione di criteri legati al numero di figli, all’età del più giovane e al reddito familiare. Il limite di reddito annuo da lavoro, sia dipendente che autonomo, è fissato a 40 000 euro. Oltre a questo vincolo, le madri devono aver mantenuto un rapporto di lavoro o un’attività autonoma per almeno una frazione di mese nel 2026.
Condizioni per due figli
Le mamme con due figli possono usufruire del Bonus mamme solo se il figlio più piccolo ha meno di dieci anni al 31 dicembre 2026. In questo caso, l’intero importo annuale (fino a 720 euro) è erogabile, a condizione che il reddito non superi il tetto previsto. Questa soglia di età serve a focalizzare il sostegno sulle famiglie con bambini ancora in età prescolastica o primaria.
Condizioni per tre o più figli
Per le famiglie con tre o più figli, il requisito sull’età del più giovane si estende a 18 anni. Tuttavia, per queste madri il contributo non è cumulabile con altri benefici di natura contributiva, come l’esonero totale della quota IVS a carico del lavoratore fino al 31 dicembre 2026. L’obiettivo è garantire un aiuto più consistente a chi ha un carico familiare più elevato.
Scadenze, erogazione e aspetti fiscali
Le domande devono pervenire entro il 31 dicembre 2026. Se il requisito si perfeziona proprio nel mese di dicembre, è possibile presentare la domanda entro il 31 gennaio 2027. L’INPS avvia l’istruttoria non appena riceve la pratica; se tutti i controlli risultano conformi, l’importo totale viene versato in un’unica soluzione a dicembre 2026, insieme alla normale busta paga di quel mese. In caso di ritardi, il pagamento viene posticipato a partire da gennaio 2027.
È importante sottolineare che il Bonus mamme è non imponibile e non concorre al calcolo dei contributi previdenziali, né influisce sull’ISEE. Questo lo rende un aiuto netto, senza alcun impatto sulla dichiarazione dei redditi o sui futuri benefici sociali.



