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22 Ottobre 2026

Come rendere reale l’uguaglianza di genere: proposte UN Women

Le dieci mosse decisive per far vivere la parità di genere in Italia, dalla scuola al lavoro.

Come rendere reale l’uguaglianza di genere: proposte UN Women

Il divario tra il livello di istruzione delle donne italiane e le opportunità concrete nel mercato del lavoro è ormai un dato di fatto. Nonostante le lauree siano sempre più frequenti tra le femminili, la crescita professionale, la sicurezza economica e la possibilità di conciliare vita familiare restano ostacoli rilevanti. Una recente analisi condotta da UN Women Italy, con Deloitte come partner di conoscenza, ha individuato dieci interventi mirati a rimuovere le barriere che colpiscono le donne in ogni fase della vita, dal primo anno di scuola fino all’età della pensione.

Nidi gratuiti e congedo paritario: la cura come responsabilità condivisa

Una delle proposte più impattanti riguarda l’accesso a servizi educativi per i bambini da 0 a 3 anni. L’idea è di offrire nidi gratuiti e uniformi in tutta la penisola, eliminando le disparità regionali e permettendo alle madri di rientrare rapidamente nel mercato del lavoro. Accanto a questo, si prevede un congedo paritario obbligatorio per genitori, in modo da far sì che la cura dei figli non ricada esclusivamente sulle donne. La misura è accompagnata dalla proposta di una “NASPI della conciliazione”, uno strumento di sostegno economico che impedirà dimissioni forzate per chi fatica a bilanciare lavoro e famiglia.

Lavoro, retribuzione e leadership: verso una reale uguaglianza economica

Accedere a una posizione lavorativa è soltanto il primo passo; la crescita salariale e la presenza nei ruoli decisionali sono essenziali. Tra le dieci linee d’azione figurano la trasparenza retributiva con l’obbligo di pubblicare dati sugli stipendi per identificare e correggere i divari di genere, e la titolarità del reddito affinché le donne possano disporre del proprio guadagno senza vincoli. Inoltre, si richiede un riequilibrio di genere nei consigli di amministrazione e negli organi esecutivi delle aziende, garantendo che le decisioni strategiche siano influenzate da una rappresentanza femminile più equilibrata.

Formazione digitale e intelligenza artificiale: competenze per il futuro

Nel contesto della trasformazione tecnologica, la proposta prevede l’inserimento dell’informatica obbligatoria nelle scuole dell’obbligo, così da fornire a ogni studente le basi del pensiero computazionale. Successivamente, lungo l’intera carriera, è prevista una formazione continua sull’intelligenza artificiale garantita da percorsi di upskilling e reskilling. L’obiettivo è assicurare che le donne non vengano escluse dalle opportunità più remunerative del mercato digitale e che possano partecipare attivamente allo sviluppo di tecnologie emergenti.

Accompagnamento integrato dalla formazione al lavoro

Per rendere effettiva la transizione dalle competenze acquisite in aula al mondo professionale, il rapporto propone sistemi di accompagnamento integrato. Questi includono tirocini retribuiti, mentorship e reti di contatti con le imprese, con particolare attenzione alle figure femminili. L’esperienza di Sara Vinciati, che ha trasformato un tirocinio in un contratto a tempo indeterminato proprio prima della nascita del terzo figlio, è un esempio pratico di come il supporto aziendale possa fare la differenza per le future madri.

Il ruolo delle scelte individuali: testimonianze di vita e lavoro

Il dibattito sulla “tempistica giusta” per avere figli è al centro di numerose riflessioni personali. La lettera inviata a Michela Andreozzi da una giovane avvocata di Roma, Chiara, racconta il dilemma tra un’opportunità di carriera importante – dirigere un nuovo studio legale – e il desiderio di avviare una famiglia. La risposta di Andreozzi sottolinea che non esiste una formula universale, ma che una pianificazione consapevole, supportata da politiche come il congedo paritario e la NASPI della conciliazione, può ridurre il rischio di dover scegliere tra ambizione professionale e maternità.

L’attuazione di queste misure richiederà un impegno congiunto di istituzioni, imprese e società civile, ma rappresenta una strada percorribile verso una Italia più equa, dove le donne possano sviluppare il proprio potenziale senza dover sacrificare la vita famigliare.

Autore

Roberto Capelli

Roberto Capelli di Milano annotò i dati di una mensa aziendale durante un’indagine sul pasto lavorativo; quella visione epidemiologica modellò la sua linea editoriale, orientata a scelte alimentari misurate. In redazione difende chiarezza scientifica e conserva ricette leggere annotate a mano.