L’esperienza dei Giochi Invernali e un’indagine su oltre 1.200 ragazzi hanno dato vita a un progetto che mette lo sport al centro della prevenzione della sofferenza psicologica negli adolescenti. Promosso dalla Fondazione Ospedale Niguarda in collaborazione con la Fondazione Patrizio Paoletti il programma «Sport per Crescere» si propone come modello educativo e sociosanitario applicabile nei territori interessati da Milano-Cortina 2026.
Lo studio coinvolge studenti delle scuole medie tra gli 11 e i 14 anni e punta a misurare gli effetti dell’attività motoria regolare sui fattori protettivi dello sviluppo psicofisico. I risultati, presentati a Milano, delineano un quadro in cui l’impegno sportivo abituale si associa a migliore integrazione sociale, stabilità emotiva e minori indicatori di disagio.
Dati geografici e metodo dell’indagine
La ricerca ha raccolto risposte da adolescenti residenti in diverse aree della Lombardia: il 50,2% dei partecipanti vive nel Comune di Milano (con un focus sul Municipio 9), il 43,1% nell’hinterland e il 6,7% in Valtellina. Per valutare l’attività fisica e il benessere sono stati utilizzati strumenti validati, tra cui il PAQ-A per il livello di attività e l’SDQ-ITA per gli aspetti emotivi e comportamentali.
Indicatori principali raccolti
I risultati mostrano che i ragazzi che praticano sport con frequenza di tre o più volte a settimana presentano differenze significative rispetto ai coetanei meno attivi. In particolare, la percentuale di chi si dice spesso solo o triste è sensibilmente inferiore: la sensazione di solitudine si attesta al 4,9% tra i praticanti regolari contro il 9,0% dei meno attivi, mentre gli episodi di tristezza o pianto frequente risultano 8,1% contro 16,9%.
Struttura del progetto e attori coinvolti
«Sport per Crescere» è concepito come un programma di prevenzione primaria che non si limita a promuovere la pratica sportiva ma investe sulla formazione di figure chiave: educatori, allenatori e famiglie. L’obiettivo è fornire modelli scalabili e replicabili in altri contesti regionali, trasformando l’onda emotiva dei grandi eventi sportivi in azioni concrete di salute pubblica.
Alla presentazione hanno partecipato rappresentanti istituzionali e del mondo sportivo. Tra i promotori e i relatori sono intervenuti Alberto Zoli, Direttore Generale dell’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, e Gianni Bernardi della Fondazione Patrizio Paoletti. Sono inoltre impegnati organismi scolastici, associazioni sportive e il Comitato Regionale CONI Lombardia con l’adesione di numerose realtà associative.
Finanziamenti e politiche regionali
La Regione Lombardia ha declinato il sostegno politico e finanziario con programmi mirati al mondo giovanile: sono stati citati investimenti per iniziative denominate «La Lombardia è dei Giovani 2026» e «Giovani Smart», con risorse destinate a formazione, sport, socialità e volontariato. In parallelo, sono state lanciate azioni che impiegano lo sport come strumento di inclusione, legalità e riabilitazione sociosanitaria, in collaborazione con federazioni e fondazioni del territorio.
Connessione con Milano-Cortina 2026 e piano di legacy
Il progetto trae forza dalla collocazione geografica delle attività, che include territori coinvolti nell’organizzazione dei Giochi Invernali, come Bormio e Livigno. L’intento dichiarato è convertire l’eredità organizzativa e simbolica di Milano-Cortina 2026 in un lasciato strutturale programmi permanenti di formazione per eduallenatori, reti tra scuole e associazioni e percorsi di prevenzione che durino oltre l’evento sportivo.
I promotori sottolineano come lo sport, oltre a sviluppare abilità fisiche, produca competenze relazionali e emotive utili nella scuola e nella vita quotidiana. Per questo il progetto combina momenti di pratica motoria con sessioni formative rivolte agli adulti di riferimento, con l’obiettivo di sostenere i giovani in un’età delicata come la preadolescenza.
Nel complesso, i dati e le azioni collegate confermano la convinzione che un investimento strutturato nello sport giovanile possa rappresentare una strategia efficace per la tutela della salute mentale e la promozione del benessere sociale nelle comunità locali.


