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6 Luglio 2026

Corpo perfetto e benessere psicologico: l’impatto sui giovani tra social e scuola

Una ricerca rivela che per un adolescente su quattro il corpo bello è sinonimo di magrezza, con un impatto significativo sul benessere psicologico, soprattutto tra le ragazze.

Corpo perfetto e benessere psicologico: l'impatto sui giovani tra social e scuola

La percezione del corpo tra gli adolescenti è un tema complesso e delicato. Una recente indagine condotta dalla Fondazione The Bridge all’interno del progetto Food For Fine di Terre des Hommes Italia ha portato alla luce dati preoccupanti. Il corpo, per molti giovani, è diventato un campo di battaglia tra desideri, pressioni sociali e standard irraggiungibili.

L’indagine, intitolata “Alla ricerca della perfezione: il benessere psicologico degli adolescenti lombardi raccontato da ragazze e ragazzi”, ha coinvolto 415 studenti e 69 insegnanti delle scuole secondarie di secondo grado delle province di Milano, Monza, Como, Varese e Lecco. I risultati mostrano un quadro allarmante, dove il corpo è visto come qualcosa da controllare e modificare per raggiungere un ideale di perfezione.

La magrezza come sinonimo di bellezza

Quando agli studenti è stato chiesto di associare due parole all’idea di “corpo bello”, il termine più citato è stato “magro”, con 94 occorrenze. Questo significa che per un adolescente su quattro, la magrezza è sinonimo di bellezza. Solo il 20% degli intervistati ha associato il corpo bello alla salute.

L’indagine ha anche evidenziato il rapporto degli adolescenti con lo sport. Il 77% degli studenti pratica attività fisica, ma le motivazioni principali non sono solo il piacere di praticarla. Circa il 60% dei ragazzi ha indicato il desiderio di migliorare o mantenere la forma fisica come motivo principale.

Il divario di genere e il benessere psicologico

Uno degli aspetti più preoccupanti emersi dall’indagine è il divario di genere. Le ragazze riportano livelli di benessere più bassi rispetto ai coetanei maschi in tre dimensioni su quattro: soddisfazione corporea, serenità nel rapporto con il cibo e benessere psicologico.

L’indice di soddisfazione corporea tra le ragazze si attesta a 2,47 su 5, ben al di sotto della soglia di problematicità fissata a 3. Tra i ragazzi, lo stesso indice si ferma a 2,99, un valore comunque fragile ma più vicino alla soglia. Anche il benessere psicologico mostra una differenza significativa: per le ragazze l’indice è pari a 2,87, mentre tra i maschi arriva a 3,29.

Il rapporto con il cibo

Il rapporto con il cibo è un altro aspetto cruciale. Il 59,5% degli studenti associa il cibo a parole come “pizza”, “sapore”, “fame”, mentre il 54% richiama il piacere con termini come “buono”, “felicità”, “sfizio”. Tuttavia, per il 20,5% degli studenti il cibo si lega a disagio, ansia, paura o sfogo.

Un ulteriore 13,7% associa il cibo al controllo del peso, alle calorie, al grasso o alla dieta. Questo dimostra che per molti adolescenti il cibo non è solo nutrimento o piacere, ma anche un terreno emotivamente difficile.

L’impatto dei social media

Circa un adolescente su due afferma di conoscere coetanei che utilizzano integratori o sostanze per accelerare il dimagrimento o migliorare il proprio aspetto fisico. Solo il 18% ammette di farne uso direttamente. L’esposizione ai contenuti social sembra giocare un ruolo cruciale.

Gli adolescenti che dichiarano di vedere con maggiore frequenza contenuti su diete o integratori riportano punteggi più bassi in tutte le dimensioni misurate dall’indagine: soddisfazione corporea, serenità nel rapporto con il cibo, benessere psicologico e funzionamento quotidiano. In altre parole, chi vede “molto spesso” contenuti su diete e integratori presenta un quadro di benessere più fragile.

Il ruolo degli insegnanti

La scuola emerge come uno dei primi luoghi in cui il disagio adolescenziale diventa visibile. Il 92,8% degli insegnanti dichiara di avere osservato un aumento della difficoltà di concentrazione negli ultimi anni. Seguono gli episodi depressivi, indicati in crescita dall’85,5% degli insegnanti, e gli attacchi di panico, rilevati in aumento dal 79,7%.

Quasi 7 insegnanti su 10 hanno avuto in classe casi sospetti o diagnosticati di disturbi alimentari negli ultimi tre anni. Tuttavia, emerge una difficoltà specifica nel riconoscere e affrontare i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Quasi il 50% degli insegnanti ammette di conoscere “poco” o “nulla” il tema, mentre solo il 5,8% dei docenti ha ricevuto formazione sul tema per iniziativa della scuola.

Il 39,1% del campione dichiara di essersi formato per iniziativa personale, mentre ben il 50,7% dei docenti dichiara di non aver ricevuto alcuna formazione. Questo dato preoccupa, soprattutto considerando che la scuola rappresenta un osservatorio insostituibile per il benessere degli adolescenti.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.