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12 Luglio 2026

Prevenzione e assistenza: le differenze regionali nel sistema sanitario italiano

Un'analisi approfondita delle disparità nei servizi sanitari tra Nord e Sud Italia, con dati aggiornati e iniziative per la prevenzione

Prevenzione e assistenza: le differenze regionali nel sistema sanitario italiano

Il sistema sanitario italiano mostra progressi significativi in molte regioni, ma persiste un divario sostanziale tra Nord e Sud. Mentre alcune regioni eccellono nella qualità dei servizi, altre faticano a garantire livelli essenziali di assistenza. Questo articolo esplora le differenze regionali, con un focus particolare su prevenzione e assistenza territoriale, e presenta iniziative innovative per promuovere stili di vita sani.

L’analisi dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) rivela che il Veneto, l’Emilia-Romagna e la Toscana sono in testa alla classifica per la qualità dei servizi sanitari, mentre Calabria, Sicilia e Molise necessitano di miglioramenti significativi. Questi dati, raccolti nel 2026, evidenziano un miglioramento generale nella prevenzione e nelle cure sul territorio, ma anche aree critiche che richiedono attenzione.

Assistenza ospedaliera: progressi e criticità

Tutte le regioni hanno superato la soglia minima di 60 punti nell’area ospedaliera, anche se il settore ha registrato un leggero arretramento rispetto all’anno precedente. Il Veneto si conferma al primo posto con 97 punti, seguito dalla Provincia autonoma di Trento (94) e dall’Emilia-Romagna (91). In fondo alla classifica si trovano Molise (60), Valle d’Aosta (63) e la Provincia autonoma di Bolzano (64). I miglioramenti più significativi sono stati registrati in Valle d’Aosta (+10 punti), mentre Abruzzo, Liguria e Umbria hanno perso punti.

Assistenza territoriale: la Calabria in recupero

L’area dell’assistenza territoriale è quella che ha visto i maggiori progressi. La Calabria, unica regione bocciata, ha compiuto un balzo in avanti di 12 punti, passando dai 40 del 2026 ai 52 del 2026. Il Veneto guida la classifica con 95 punti, seguito da Emilia-Romagna e Toscana (94 punti ciascuna). I punteggi più bassi, oltre alla Calabria, sono stati registrati in Molise (62), Basilicata e Valle d’Aosta (64 punti ciascuna). Valle d’Aosta, Abruzzo e Sicilia si sono distinte per i miglioramenti più ampi.

Prevenzione: i leader e i ritardatari

Nella prevenzione, la Provincia autonoma di Trento si posiziona al primo posto con 98 punti, seguita dall’Emilia-Romagna (97) e da Lombardia, Veneto e Toscana (96 punti ciascuna). In coda alla classifica si trovano Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano, entrambe sotto la soglia di sufficienza. La Liguria ha registrato il miglioramento più significativo (+39 punti), seguita da Abruzzo (+26) e Lazio (+18).

Iniziative per la prevenzione: mercati contadini negli ospedali

Per promuovere stili di vita sani e prevenire malattie, in 70 ospedali italiani sono stati introdotti i mercati contadini di Campagna Amica. Questa iniziativa, promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, mira a sensibilizzare i cittadini sull’importanza di un’alimentazione sana e a contrastare il consumo di alimenti ultra processati. Al Policlinico Gemelli di Roma, il sindaco Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, hanno sottolineato l’importanza di una cultura della prevenzione che coinvolga medici, istituzioni e mondo agricolo.

Nel Lazio, oltre al Policlinico Gemelli, hanno aderito all’iniziativa anche Gemelli Isola, Santa Rosa a Viterbo e Spaziani a Frosinone. L’obiettivo è creare consapevolezza sui benefici di una dieta ricca e corretta, contrastando la diffusione di alimenti ricchi di additivi e lontani dal cibo sano. L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo anche in Abruzzo, dove mercati contadini sono stati allestiti in quattro ospedali regionali.

L’iniziativa in Abruzzo è stata accompagnata dalla presentazione di un instant report Coldiretti/Censis, che evidenzia come il 97% degli italiani consideri l’alimentazione sana essenziale per prevenire malattie come diabete, patologie cardiache e obesità. Tuttavia, molti faticano a distinguere un cibo salutare da uno dannoso. Il 45% degli italiani consuma prodotti ultraformulati almeno una volta alla settimana, con una percentuale più alta tra i giovani.

L’iniziativa ha anche sottolineato l’importanza di un patto tra agricoltori e medici per promuovere la salute dei cittadini. Portare i mercati contadini negli ospedali significa creare un contatto diretto tra chi produce cibo di qualità e chi si prende cura della salute delle persone, richiamando tutti a una maggiore consapevolezza: la prevenzione comincia anche dalle scelte che facciamo a tavola.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.