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12 Luglio 2026

Mercati contadini negli ospedali: la rivoluzione della prevenzione alimentare

Un'iniziativa senza precedenti vede settanta ospedali italiani ospitare mercati contadini per promuovere la salute attraverso il cibo

Mercati contadini negli ospedali: la rivoluzione della prevenzione alimentare

In un’epoca in cui la salute pubblica è sempre più minacciata da abitudini alimentari scorrette, nasce un’iniziativa rivoluzionaria che unisce il mondo dell’agricoltura a quello della medicina. Settanta ospedali italiani, tra cui eccellenze nazionali e europee, hanno aperto le loro porte ai mercati contadini dando vita a un patto nazionale per la salute dei cittadini.

L’iniziativa, promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, ha l’obiettivo di riportare al centro delle abitudini di consumo il cibo che fa bene, previene le malattie e migliora la qualità della vita. Un messaggio forte contro la diffusione di alimenti nocivi che aumentano il rischio di ammalarsi.

Un’iniziativa senza precedenti

Tra gli ospedali coinvolti spiccano nomi di prestigio come il Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano l’Istituto Giannina Gaslini di Genova e molti altri. Questi mercati contadini non sono solo un’opportunità per acquistare prodotti freschi e locali, ma rappresentano un punto di incontro tra agricoltori e medici per promuovere la prevenzione attraverso una corretta alimentazione.

A Roma, in concomitanza con l’inaugurazione dei mercati, si è tenuto un incontro istituzionale presso l’aula Brasca del Gemelli, alla presenza di rappresentanti di spicco del mondo agricolo, sanitario e politico. Tra i partecipanti, il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, il presidente della Fondazione Policlinico Gemelli Daniele Franco e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

I pericoli del cibo che ammala

L’iniziativa nasce dall’urgenza di contrastare i pericoli per la salute legati a cibi ultraformulati come energy drink, barrette proteiche, snack salati e merendine. Questi prodotti, spesso manipolati e trattati con sostanze nocive, mettono a serio rischio la salute, soprattutto dei più giovani. L’esposizione allestita per l’occasione ha messo in evidenza i benefici della Dieta Mediterranea contrapposta ai danni causati da alimenti di bassa qualità.

Durante l’incontro, sono stati divulgati i risultati dell’Instant Report Coldiretti-Censis “Mangiare bene per vivere meglio”, che fotografa il rapporto tra gli italiani e il consumo di junk food. Un’analisi preziosa per comprendere le abitudini alimentari della popolazione e promuovere cambiamenti positivi.

Le voci dei protagonisti

Il professor Antonio Gasbarrini, direttore scientifico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Ircss, ha sottolineato l’importanza della scienza del microbioma nel plasmare la nostra salute. “Portare un mercato agricolo in settanta ospedali italiani non è un gesto di comunicazione. È la dimostrazione che l’integrazione tra ambienti alimentari protettivi e infrastruttura sanitaria è possibile oggi, a scala nazionale.”

Daniele Franco, presidente della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs, ha aggiunto: “Il Policlinico Gemelli è da sempre un luogo in cui la missione della cura si intreccia con quella della ricerca e dell’innovazione. La Salute Entra in Campo aggiunge una dimensione nuova e necessaria: la prevenzione attiva, portata dentro le mura dell’ospedale attraverso il linguaggio concreto del cibo di qualità.”

Dominga Cotarella, presidente della Fondazione Campagna Amica–Terranostra, ha evidenziato il valore del lavoro degli agricoltori: “Con Campagna Amica portiamo negli ospedali molto più di un mercato contadino. Portiamo un’idea nuova di prevenzione, fondata sull’incontro tra il lavoro degli agricoltori e quello dei medici.”

Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti, ha concluso: “Con questa iniziativa dimostriamo, grazie al contributo scientifico degli oltre 70 ospedali coinvolti, che il cibo rappresenta uno dei più efficaci strumenti di prevenzione.”

Autore

Emanuele Galli

Emanuele Galli, partenopeo, ricorda un incontro a Capodichino con volontari sanitari che lo spinse a spiegare procedure complesse in modo semplice. In redazione adotta tono creativo e diretto, porta reportage clinici e un quaderno con disegni esplicativi per pazienti.