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17 Ottobre 2026

Genitori di neonata traumatizzata denunciano la sede di parto

Neama, neonata di pochi giorni, è caduta in sala parto e ora è sotto osservazione: i genitori lottano per conoscere le sue condizioni e per capire chi è responsabile.

Genitori di neonata traumatizzata denunciano la sede di parto

La piccola Neama è venuta al mondo il 5 ottobre presso il presidio ospedaliero di Marcianise in provincia di Caserta. I genitori, Maati e Bahria una coppia di origine marocchina residente a Macerata Campania (Napoli), stavano vivendo il primo momento di gioia quando, secondo la loro ricostruzione, la neonata è caduta accidentalmente dalla culla posta nella sala parto. L’incidente ha provocato un trauma cranico che ha richiesto un immediato intervento da parte del personale sanitario.

La nascita e la caduta in sala parto

Secondo quanto dichiarato nella denuncia presentata ai carabinieri, la caduta è avvenuta pochi minuti dopo la fine del travaglio, mentre il personale stava trasferendo la bambina dal lettino al braccio dei medici. La culla si sarebbe spostata inavvertitamente, facendo cadere la neonata sul pavimento di una zona poco illuminata. Nonostante la rapidità degli operatori, il piccolo colpo alla testa ha determinato una perdita di coscienza momentanea, costringendo il personale a stabilizzare la ragazza e a predisporre il ricovero d’urgenza.

Il trasferimento al reparto pediatrico e le indagini cliniche

Dopo i primi soccorsi, la piccola è stata trasferita al pediatrico Santobono di Napoli, dove è stata posta sotto stretto monitoraggio neurologico. I medici hanno comunicato che, a seguito dell’impatto, è necessaria una risonanza magnetica per valutare l’entità delle lesioni cerebrali. Al momento della denuncia, la famiglia è stata informata che l’esame è stato programmato per il 19 ottobre, tre giorni dopo l’incidente, lasciando i genitori in attesa di risultati cruciali per la salute della figlia.

Programma della risonanza magnetica

La risonanza magnetica è considerata lo strumento diagnostico più accurato per individuare eventuali ematomi o danni al tessuto cerebrale nei neonati. I medici del Santobono hanno spiegato che il rinvio dell’esame è dovuto alla disponibilità limitata di macchinari per pazienti di così giovane età e alla necessità di eseguire una preparazione specifica per ridurre i rischi di movimento durante la scansione.

Le richieste legali dei genitori e le responsabilità da accertare

Frustrati dalla mancanza di informazioni tempestive, Maati e Bahria hanno deciso di affidarsi all’avvocato Francesco Petruzzi e di presentare una querela presso i carabinieri. Nella denuncia, chiedono che vengano chiariti i fatti avvenuti nella sala parto che venga accertata ogni eventuale responsabilità degli operatori e che vengano fornite aggiornate indicazioni sulla condizione clinica della bambina. La famiglia sostiene che, nonostante ripetuti solleciti, le autorità ospedaliere non hanno fornito risposte concrete, alimentando un clima di ansia e incertezza.

Questo caso ha risvegliato un dibattito più ampio sulla sicurezza delle strutture per il parto e sull’importanza della trasparenza comunicativa verso i pazienti e le loro famiglie. Esperti del settore sottolineano che ogni incidente in sala parto dovrebbe essere seguito da un protocollo di verifica immediata, sia per garantire il benessere del neonato sia per consentire ai genitori di ricevere informazioni chiare e puntuali. La vicenda di Neama, ancora sotto osservazione, rappresenta quindi un’occasione per rivedere le procedure operative e per rafforzare i diritti dei genitori in situazioni di emergenza sanitaria.

Autore

Roberto Capelli

Roberto Capelli di Milano annotò i dati di una mensa aziendale durante un’indagine sul pasto lavorativo; quella visione epidemiologica modellò la sua linea editoriale, orientata a scelte alimentari misurate. In redazione difende chiarezza scientifica e conserva ricette leggere annotate a mano.