L’adolescenza è ormai riconosciuta come una fase di profonde trasformazioni che riguarda non solo i ragazzi, ma anche l’intero contesto familiare. Negli ultimi mesi, tre iniziative differenti hanno preso forma in Italia per sostenere giovani, genitori e istituzioni: un ciclo di incontri per famiglie a Empoli, un ambulatorio specializzato a Roma e un progetto di legge in Trentino dedicato all’ educazione relazionale nelle scuole.
Incontri per genitori a Empoli: dialogare sull’adolescenza
Lo Spazio Genitori di DesTEENazione, ospitato nell’Antico Ospedale di Empoli (via Paladini 40), ha lanciato il ciclo gratuito “Leggimi tra le righe”. Tre appuntamenti serali – 14 ottobre, 18 novembre e 9 dicembre – dalle 18:30 alle 20:00, sono dedicati a genitori e familiari di adolescenti. Le psicologhe Fabiola Ribechini e Claudia Capozza guidano le sessioni, fornendo strumenti pratici per comprendere le dinamiche di autonomia, identità e conflitto tipiche di questa età. La partecipazione è gratuita, ma è richiesta la presenza a tutti gli incontri; le iscrizioni avvengono tramite modulo online o email.
Ambulatorio per dipendenze digitali al Bambino Gesù di Roma
Il reparto di Neuropsichiatria dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha inaugurato un nuovo ambulatorio dedicato all’ uso problematico di smartphone, social network e videogiochi. Le prime visite, programmate per sabato 3 ottobre nella sede di Baldelli, saranno poi offerte settimanalmente a bambini e adolescenti la cui attività digitale interferisce con la vita quotidiana. La struttura risponde a una crescita vertiginosa delle richieste: dal 2011 alle 1.675 consulenze neuropsichiatriche nel 2025, evidenziando un fenomeno di salute mentale in rapido aumento.
Dati e segnali di allarme
Secondo le indagini di Save the Children, il 32,6% dei bambini italiani tra 6 e 10 anni utilizza quotidianamente lo smartphone, quasi il doppio rispetto al 2018-2019. Tra gli 11-13 anni, il 62,3% possiede almeno un account sui social. Il fenomeno della FOMO (Fear Of Missing Out) amplifica il rischio, generando crisi d’astinenza quando il dispositivo è indisponibile. Il dott. Stefano Vicari sottolinea che questi strumenti sfruttano il meccanismo della ricompensa immediata similare a quello delle dipendenze da sostanze.
Proposta di legge per l’educazione relazionale in Trentino
Il disegno di legge n. 76, avviato in Trentino, mira a introdurre nelle scuole un curriculum di educazione relazionale pari opportunità di genere e contrasto a stereotipi, discriminazioni e violenza. Il 29 settembre, in una seduta della Quinta commissione, sono state ascoltate associazioni come DiRe, la garante dei minori Anna Berloffa e la Fondazione Cecchettin. Il provvedimento prevede la formazione del personale docente, la designazione di referenti e l’adozione di linee guida provinciali.
Contesto di violenza giovanile
I dati ISTAT mostrano un incremento della violenza fisica o sessuale tra i giovani dal 28,4% nel 2014 al 37,6% nel 2025. Le vittime, spesso minorenni, non denunciano per timore o mancanza di ascolto. La garante dei minori ha evidenziato che episodi di bullismo compaiono già nella scuola primaria, alimentati da stereotipi familiari. L’obiettivo della legge è trasformare la scuola in un presidio di salute pubblica capace di intervenire preventivamente.
Queste tre iniziative, pur operando in contesti geografici diversi, condividono lo stesso scopo: fornire a giovani e adulti gli strumenti necessari per navigare le sfide dell’età moderna. I workshop di Empoli promuovono il dialogo intergenerazionale, l’ambulatorio di Roma offre un percorso clinico per le dipendenze digitali, mentre la proposta trentina getta le basi per relazioni più sane all’interno delle scuole. Insieme, costituiscono una risposta articolata a un panorama adolescenziale sempre più complesso.



