Salta al contenuto
3 Ottobre 2026

Come la nonnitudine influenza salute mentale e carriera

Il ruolo dei nonni è cruciale per le famiglie, ma comporta impatti concreti su salute e occupazione, con una forte disparità di genere.

Come la nonnitudine influenza salute mentale e carriera

Quando il bambino si ammalano o la babysitter viene meno, la prima domanda dei genitori è spesso: «Può andare il nonno? Può la nonna?». In Italia questa risposta è quasi sempre positiva, trasformando i nonni in una rete di cure informali che permette ai genitori di conciliare lavoro e famiglia.

Questa forma di welfare familiare è tuttavia poco visibile perché, a differenza di una mensa o di un asilo, il supporto dei nonni non è remunerato né regolamentato. Molti di loro, tuttavia, non sono più pensionati: continuano a lavorare su turni, a fare viaggi e a gestire impegni personali, aggiungendo così a quella che è già una giornata fitta un vero e proprio secondo turno di cura.

Il ruolo dei nonni nel welfare familiare italiano

Secondo le statistiche Istat del 2024, quasi un adulto su quattro svolge attività di caregiver per persone conviventi o non conviventi. Nelle famiglie con figli minori, l’aiuto proviene prevalentemente da un nonno, con una percentuale che supera il 90%. Questo significa che, dietro a molti turni di lavoro genitoriale, si nasconde una rete di supporto gratuito fornita da genitori di seconda generazione.

Quanto pesa sulla salute dei nonni?

Uno studio pubblicato nel Proceedings of the National Academy of Sciences ha seguito una coorte norvegese nata tra il 1950 e il 1960, confrontando chi diventava nonno con chi rimaneva senza nipoti. Dopo la nascita del primo nipote, gli accessi sanitari per infezioni respiratorie sono aumentati, probabilmente per l’esposizione a virus infantili. Paradossalmente, però, i nuovi nonni hanno mostrato una riduzione dei problemi di salute mentale rispetto ai coetanei non ancora diventati nonni.

Le donne nonne pagano più del doppio

Il medesimo studio ha rivelato un impatto differenziato sul mercato del lavoro: a distanza di dieci anni dalla prima nascita, le donne occupate risultano meno spesso in posizione full-time con un calo più marcato rispetto agli uomini. Questo dato rispecchia il maggiore coinvolgimento femminile nella cura informale dei nipoti, un fenomeno che si riscontra anche in Italia, dove la maggior parte del lavoro di assistenza ricade su figure femminili.

Le nonne, infatti, si trovano a dover conciliare il proprio impiego, spesso a tempo pieno, con le richieste di accompagnare i figli a scuola, preparare pranzi o intervenire in caso di febbre. Il risultato è un carico di cura continuo che può ridurre la disponibilità a ore lavorative più lunghe e a opportunità di avanzamento professionale.

Verso una tutela più strutturata

In Svezia, dal luglio 2024, è stato introdotto il congedo parentale retribuito trasferibile anche ai nonni o a persone di fiducia, fino a 45 giorni per ciascuno. Si tratta di un riconoscimento esplicito del valore economico e sociale del lavoro di cura svolto dai nonni. In Italia, sebbene non esista ancora una normativa simile, la crescita dell’età media alla prima maternità (quasi 32 anni) e l’allungamento dell’età pensionabile (67 anni) rendono sempre più frequente la sovrapposizione tra vita lavorativa e ruolo di nonno.

Molti nonni, consapevoli di questi cambiamenti, si stanno informando su prassi moderne di sonno e sviluppo infantile, abbandonando i rigidi dettami del passato. Questo approccio più aggiornato migliora la qualità della relazione con i nipoti, favorendo una co-regolazione emotiva benefica per il bambino.

Riconoscere il loro costo sociale promuovere politiche di sostegno e chiedere apertamente «come stai?» può trasformare la gratitudine in una reale tutela, evitando che l’amore diventi un carico irrealistico.

Autore

Roberto Capelli

Roberto Capelli di Milano annotò i dati di una mensa aziendale durante un’indagine sul pasto lavorativo; quella visione epidemiologica modellò la sua linea editoriale, orientata a scelte alimentari misurate. In redazione difende chiarezza scientifica e conserva ricette leggere annotate a mano.