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14 Settembre 2026

Cold Plunge: benefici reali o moda pericolosa?

I bagni nel ghiaccio sono diventati una moda del wellness, ma cosa succede realmente al nostro corpo? Scopri i benefici documentati e i potenziali rischi di questa pratica.

Cold Plunge: benefici reali o moda pericolosa?

I bagni nel ghiaccio, o cold plunge sono diventati una delle pratiche di wellness più popolari degli ultimi anni. Promessi come una soluzione miracolosa per aumentare l’energia, accelerare il recupero muscolare e persino migliorare la longevità, questi bagni sono ora una presenza comune nelle palestre e nei rituali di self-care. Ma cosa dice realmente la scienza?

Immergersi in acqua gelida attiva una serie di risposte fisiologiche complesse. Il corpo reagisce immediatamente, restringendo i vasi sanguigni periferici e aumentando l’attività del sistema nervoso simpatico. Questo può portare a un aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna, oltre a una respirazione più profonda e incontrollata. Questa reazione, nota come cold shock response può essere pericolosa per alcune persone, soprattutto se non sono abituate a questo tipo di stimolo.

I benefici documentati dei bagni nel ghiaccio

Uno dei benefici più documentati dei bagni nel ghiaccio riguarda il recupero muscolare. Studi scientifici indicano che l’immersione in acqua fredda dopo l’esercizio può ridurre il dolore muscolare e migliorare la percezione del recupero. Questo effetto è particolarmente utile per gli atleti che cercano di ridurre l’indolenzimento post-allenamento.

Tuttavia, c’è un paradosso. Se l’obiettivo è aumentare la forza e la massa muscolare, l’uso sistematico del freddo immediatamente dopo l’allenamento potrebbe attenuare parte degli adattamenti ricercati. Una metanalisi ha rilevato una modesta riduzione dei guadagni di forza, suggerendo che il recupero passivo potrebbe essere preferibile in alcune condizioni.

I rischi dei bagni nel ghiaccio

Nonostante i benefici, i bagni nel ghiaccio non sono privi di rischi. La risposta iniziale al freddo può essere più pericolosa dell’ipotermia stessa. In soggetti predisposti, possono verificarsi aspirazione di acqua, alterazioni della perfusione cerebrale e aritmie. Questo è particolarmente vero per le persone con problemi cardiaci o a rischio cardiovascolare elevato.

Un recente studio del 2026 su sportivi di mezza età abituati alle immersioni ha riscontrato un aumento medio della frequenza cardiaca di circa 40 battiti al minuto durante l’esposizione. Tuttavia, il campione era molto piccolo e non consente di estendere i risultati alla popolazione generale. Questo sottolinea l’importanza di procedere con cautela e di consultare un medico prima di intraprendere questa pratica, soprattutto per chi ha condizioni preesistenti.

Il ruolo del freddo nel sistema cardiovascolare e surrenale

Il freddo può avere un impatto significativo sul sistema cardiovascolare e surrenale. Quando il corpo è esposto a temperature gelide, i surreni rispondono rilasciando adrenalina e noradrenalina. Questo può aumentare la pressione sanguigna e il lavoro del cuore. Per le persone sane e abituate a questo tipo di stimolo, questo può essere un adattamento utile. Tuttavia, per chi ha problemi cardiaci o surrenali, può rappresentare un carico eccessivo.

L’American Heart Association sottolinea che le evidenze sui benefici generali della cold therapy rimangono limitate. Le affermazioni che attribuiscono alle immersioni gelide effetti importanti su immunità, metabolismo, prevenzione cardiovascolare o longevità non sono ancora sufficientemente supportate dalla ricerca scientifica.

Non sono una soluzione miracolosa e possono comportare rischi significativi per alcune persone. Prima di intraprendere questa pratica, è fondamentale valutare il proprio stato di salute e consultare un professionista.

Autore

Emanuele Galli

Emanuele Galli, partenopeo, ricorda un incontro a Capodichino con volontari sanitari che lo spinse a spiegare procedure complesse in modo semplice. In redazione adotta tono creativo e diretto, porta reportage clinici e un quaderno con disegni esplicativi per pazienti.