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12 Agosto 2026

Sostegno alla famiglia: l’impatto delle politiche del governo Meloni

Scopri quanto ha investito il governo Meloni per sostenere la natalità e le famiglie, e come questi investimenti si confrontano con il resto d'Europa.

Sostegno alla famiglia: l'impatto delle politiche del governo Meloni

La famiglia è stata al centro del discorso politico di Giorgia Meloni fin dall’inizio del suo mandato. Ma quanto ha davvero investito il suo governo per sostenere le famiglie e incentivare le nascite? Secondo la Presidenza del Consiglio, tra il 2026 e il 2026, le misure per il sostegno alla famiglia e alla natalità ammontano a 13,794 miliardi di euro. Tuttavia, questa cifra include anche interventi generici come gli aiuti contro il caro-bollette, che non sono specificamente mirati alla natalità.

Se ci concentriamo solo sulle politiche direttamente legate alla natalità e alla genitorialità, il totale scende a 7,9 miliardi. Nonostante questi investimenti, i numeri demografici continuano a preoccupare: nel 2026 sono nati 393.333 bambini, mentre nel 2026 le nascite sono scese a circa 355mila, con un calo del 10% in tre anni. Il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14, un nuovo minimo storico.

Dove sono finiti i soldi?

La maggior parte degli interventi del governo, come l’assegno unico i bonus asili nido e gli incentivi per l’occupazione delle madri sono stati realizzati attraverso trasferimenti monetari e sgravi contributivi. Tuttavia, il punto debole rimane nei servizi.

Per gli asili nido, il Pnrr prevedeva inizialmente 264.480 nuovi posti, ma con la revisione del 2026 l’obiettivo è stato ridotto a 150.480. Inoltre, l’Ufficio parlamentare di bilancio ha segnalato che fino a 35mila posti potrebbero sostituire strutture già esistenti, anziché rappresentare un aumento netto dell’offerta.

Un altro aspetto critico è il congedo paritario. Le opposizioni avevano proposto di portare il congedo obbligatorio del padre a quattro mesi, con un ulteriore mese facoltativo, e di garantire la piena retribuzione per i periodi di maternità e paternità. Tuttavia, queste proposte non sono state accolte.

L’Italia e l’Europa: un confronto

Il programma del centrodestra del 2026 prometteva di allineare la spesa pubblica per infanzia e famiglia alla media europea, con nidi gratuiti e un aumento dell’assegno unico. Secondo Eurostat, l’Italia spende circa l’1,63% del Pil per famiglia e figli, mentre la Francia spende il 2,25%, la Germania il 3,54% e la Polonia il 3,72%.

Ma non è solo una questione di quantità. Nel 2026, il 58,8% della spesa europea per famiglia e figli era costituito da trasferimenti monetari periodici, mentre il 39,1% andava a prestazioni e servizi in natura. In Italia, la spesa è molto più sbilanciata verso gli aiuti monetari, con pochi investimenti in servizi come asili nido e congedi paritari.

Un assegno aumenta il reddito disponibile di una famiglia, ma un nido accessibile o un congedo meglio condiviso riducono direttamente il costo economico e professionale di avere un figlio. Questo è un aspetto cruciale che il governo Meloni non ha ancora affrontato in modo adeguato.

Il quoziente familiare: una riforma incompiuta

Il centrodestra aveva promesso una progressiva introduzione del quoziente familiare un meccanismo fiscale che considera il reddito complessivo della famiglia e lo divide per il numero di componenti. Tuttavia, dopo quattro leggi di bilancio, una riforma organica di questo tipo non è ancora arrivata.

Dal 2026, il governo ha introdotto nell’Irpef un coefficiente legato al numero dei figli, ma solo per determinare il tetto massimo di alcune spese detraibili per i contribuenti con redditi superiori a 75mila euro. In pratica, le famiglie con più figli possono conservare maggiori detrazioni, ma la riforma fiscale che avrebbe dato aria alle famiglie resta ancora incompiuta.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.