Venerdì sera, la tranquilla cittadina di San Cataldo in provincia di Caltanissetta è stata scossa da una notizia che ha subito fatto il giro dell’intero Paese: due bambine, una di dodici e l’altra di otto anni, sono scomparse dalle loro case. Il padre, Alessandro Costanza, ha denunciato la sparizione solo poco più di dodici ore dopo, quando, dopo un appello su Facebook, la paura ha spinto la famiglia a chiedere aiuto alle forze dell’ordine.
Scomparsa nella serata di venerdì
Secondo le ricostruzioni preliminari, le due piccole erano a casa da sole quando il padre è uscito, insieme a un terzo figlio di dieci anni, per comprare il pane. Alessandro ha dichiarato di aver lasciato le sorelline “per un attimo” e di non averle più riviste al ritorno. Il cellulare di Benedetta è risultato inutilizzabile, complicando ogni tentativo di localizzarle. Il caso ha immediatamente scatenato un allarme nella piccola comunità, con residenti e volontari che hanno iniziato una ricerca intensiva.
Ritrovamento nel negozio cinese di Corso Vittorio Emanuele
Intorno alle ore 20.10, i volontari della Protezione Civile, avviati da una segnalazione di una donna del quartiere, hanno individuato le due bambine chiuse all’interno di un negozio cinese situato in Corso Vittorio Emanuele a pochi minuti dalla loro abitazione. Il locale era stato chiuso temporaneamente dalle autorità e sottoposto a sequestro per consentire gli accertamenti. Le ragazzine sono state portate all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta per precauzione, dove, fortunatamente, sono risultate in buona salute.
Le indagini delle forze dell’ordine e le prime ipotesi
Il procuratore Salvatore De Luca ha aperto un’inchiesta per sequestro di persona definendo il caso ancora “pieno di punti oscuri”. Sono state interrogate diverse testimoni, tra cui la proprietaria del negozio cinese, che ha dichiarato di aver visto le bambine intorno alle 19:40 ma di non aver notato la loro permanenza prolungata all’interno. Il padre, trattato a lungo in caserma dai carabinieri ha fornito la sua versione dei fatti, sostenendo di non aver saputo nulla del loro spostamento.
Dettagli sulla testimonianza del padre e del proprietario
Alessandro Costanza ha spiegato di aver lasciato le bambine con il fratello di dieci anni, promettendo di rientrare poco dopo. La madre, di origini colombiane, vive fuori dalla Sicilia e non è presente nella vicinanza. Le autorità stanno analizzando le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza presenti nel quartiere, nella speranza di ricostruire il percorso delle bambine dalla casa al negozio. Nel frattempo, il consiglio comunale ha elogiato l’intervento rapido dei volontari della Protezione Civile, definendolo un esempio di solidarietà cittadina.
Il caso rema di numerose domande irrisolte: le bambine hanno raggiunto il negozio da sole, sono state condotte da qualcuno o hanno accettato volontariamente l’invito di una figura esterna? Le dichiarazioni della proprietaria del negozio e quelle del padre presentano divergenze che gli investigatori dovranno chiarire nei prossimi giorni. Il sequestro del locale è prolungato finché non saranno raccolti tutti gli elementi probatori necessari a definire se si tratti di un episodio accidentale o di un atto intenzionale.
Nel frattempo, le quattro sorelle rimanenti, anch’esse affidate al padre, continuano la loro routine quotidiana, mentre il padre è sottoposto a un controllo più severo da parte dei servizi sociali. La vicenda, che ha tenuto con il fiato sospeso l’intera regione, è un promemoria della fragilità dei minori e dell’importanza di un rapido intervento comunitario quando la sicurezza dei più piccoli è in gioco.



