Negli ultimi mesi la Lombardia e la Calabria hanno ospitato due appuntamenti di grande rilievo sociale: a Monza si è svolto il convegno “Nuove rotte – La genitorialità conquistata e la sfida dei minori non accompagnati”, mentre a Cosenza è stato inaugurato il “Baby Pit Stop UNICEF” all’interno dell’Agenzia delle Entrate. Entrambi gli eventi riflettono una crescente volontà di rafforzare la rete di accoglienza per bambini, adolescenti e famiglie in situazioni di vulnerabilità, mettendo al centro la genitorialità responsabile e il diritto dei più piccoli a ricevere cure adeguate.
Convegno “Nuove rotte” a Monza: obiettivi e protagonisti
Il dibattito è stato aperto dagli interventi istituzionali di Egidio Riva, assessore al Welfare del Comune di Monza, e di Federico Romani, presidente del Consiglio regionale della Lombardia. A completare il saluto iniziale vi sono i messaggi video di monsignor Marino Mosconi, arciprete del Duomo di Monza, e di monsignor Walter Magni, vicario episcopale per la Vita Consacrata di Milano. La figura centrale è la dottoressa Paola Ortolan, presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano, che ha illustrato il ruolo della magistratura nella tutela dei minori e la necessità di intervenire prima che la questione arrivi in aula.
Dalla protezione all’autonomia: il dibattito delle comunità educative
Il cuore della discussione è stato il passaggio dalla semplice protezione all’autonomia concreta dei giovani. Sara Friso, coordinatrice del Centro Educativo Diurno, ha evidenziato come l’accompagnamento quotidiano favorisca l’acquisizione di competenze sociali. Stefania Mastroieni, alla guida della Comunità Mamma-Bambino, ha sottolineato l’importanza di legami stabili per iniziare a costruire una vita autonoma. Andrea Saccon, responsabile della Comunità per minori stranieri non accompagnati, ha mostrato dati sulla riduzione del disagio psicologico quando i ragazzi trovano un progetto di vita. Mauro Catella, presidente del COF – Centro Orientamento Famiglia, ha descritto i percorsi di orientamento scolastico-lavorativo come leva per l’inserimento. Infine Roberto Cagliero, amministratore delegato di San Patrignano, ha condiviso l’esperienza della comunità, dove il lavoro è considerato strumento di responsabilizzazione e di reinserimento sociale.
Le sorelle delle Minime Oblate del Cuore Immacolato di Maria, custodi del Centro Mamma Rita, hanno ricordato la lunga storia di accoglienza iniziata nel 1908 e, soprattutto dal 1976, con i minori stranieri. La sorella Patrizia Pirioni ha spiegato che le porte della casa “non sono solo un ingresso, ma un porto dove i giovani possono ricostruire la propria identità”.
Baby Pit Stop UNICEF nell’Agenzia delle Entrate di Cosenza
Lo spazio è stato svelato da Giuseppe Sifonetti, direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Cosenza, insieme a Monica Perri, presidente del Comitato provinciale UNICEF, e alla responsabile del progetto Ida Paola Cerenzia. Il “Baby Pit Stop” è parte della rete globale promossa dal Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, volta a rendere più accessibili i luoghi pubblici alle esigenze delle mamme che allattano e dei neonati. L’ambiente, dotato di poltrone ergonomiche, pannolini, e pannelli informativi, permette di allattare in tranquillità senza dover ricorrere a spazi improvvisati.
Il valore simbolico di uno spazio dedicato all’allattamento
Il progetto non è solo un “angolo” logistico, ma un vero e proprio messaggio culturale. Gabriella Coscarella, referente del Baby Pit Stop, ha sottolineato che offrire una stanza riservata restituisce dignità a un gesto naturale spesso percepito con imbarazzo. Il gesto di allattare al seno, oltre a garantire benefici nutrizionali per il neonato, promuove il legame affettivo e ha effetti positivi sullo sviluppo cognitivo. La presenza di un servizio pubblico così attento dimostra che “genitorialità” non deve più essere un ostacolo alla partecipazione alla vita cittadina, ma può convivere con il lavoro e le attività quotidiane.
Entrambi gli interventi mostrano come le istituzioni, le organizzazioni non profit e il settore privato possano collaborare per creare soluzioni concrete. La collaborazione di Vero Volley, dei fratelli Sudati di Conteco Check e del Centro Mamma Rita evidenzia che lo sport, l’impresa e il volontariato possono confluire per sostenere i giovani. Analogamente, l’Agenzia delle Entrate, grazie al supporto di UNICEF, ha trasformato un ufficio fiscale in un luogo di inclusione famigliare. Queste iniziative, sebbene radicate in realtà diverse, condividono lo stesso obiettivo: costruire una società più accogliente, dove la genitorialità è valorizzata e i minori trovano percorsi sicuri verso l’autonomia.



