La Giornata Nazionale per la Salute e il Benessere delle Città, celebrata con l’evento “Le città che fanno stare bene” presso la sede nazionale dell’ANCI a Roma, ha messo in luce la centralità delle aree urbane per la salute collettiva. Il 2 luglio è stata presentata una lettera aperta indirizzata a Sindaci, Governo, Parlamento e Presidenti di Regione con la richiesta esplicita di tradurre in misure concrete l’attenzione alla salute all’interno delle politiche urbane.
L’appello, promosso dall’Health City Institute con il patrocinio di ANCI e Sport e Salute e sottoscritto da venti organizzazioni e due intergruppi parlamentari, sottolinea come oltre il 70% della popolazione italiana viva in contesti urbani, rendendo i Comuni attori strategici per promuovere prevenzione, inclusione e qualità della vita.
La lettera aperta e le richieste concrete rivolte alle istituzioni
Nel documento si chiede che la salute urbana diventi una priorità trasversale attraverso una serie di direttive operative: integrazione della salute in tutte le politiche mediante il principio Health in All Policies investimenti in ambienti urbani sani e sostenibili, promozione della mobilità attiva e degli stili di vita salutari, misure per contrastare le disuguaglianze sociali e territoriali e un potenziamento del ruolo dei Comuni nella governance della salute. Queste proposte mirano a fornire strumenti normativi e risorse dedicate per trasformare gli spazi urbani in leve di prevenzione.
Strumenti normativi e risorse
Gli organizzatori sottolineano la necessità che il Governo e il Parlamento accompagnino i Comuni con normative chiare e finanziamenti mirati. L’idea è che ogni intervento di rigenerazione urbana, dalla riqualificazione di aree pubbliche all’accesso al verde, debba essere valutato anche in termini di impatto sulla salute pubblica, non solo sulla funzionalità o sull’estetica.
Dichiarazioni dei principali protagonisti e il principio della One Health
Gaetano Manfredi, presidente dell’ANCI e sindaco di Napoli, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una «nuova urbanistica» con più spazi verdi e servizi a misura d’uomo, ricordando come il principio della One Health colleghi la salute umana a quella dell’ambiente e degli ecosistemi animali e vegetali. Questo approccio sostiene che la prevenzione urbana non allunga soltanto la vita, ma ne migliora la qualità.
Federico Serra, presidente dell’Health City Institute, ha rimarcato come l’iniziativa dell’istituto abbia tracciato la strada dell’Urban Health in Italia, promuovendo figure professionali dedicate e documenti di riferimento come il Manifesto sulla salute nelle città. L’attuale lettera aperta è presentata come un invito alla responsabilità collettiva e all’azione coordinata tra istituzioni, mondo scientifico e società civile.
Ruolo dei sindaci e delle amministrazioni locali
Roberto Pella, vicepresidente ANCI con delega a sport, salute e politiche giovanili, ha evidenziato che le amministrazioni locali rappresentano il primo presidio di salute per i cittadini e devono rafforzare la cultura della prevenzione, a partire dai giovani. La responsabilità dei sindaci è presentata come concreta: realizzare politiche che promuovano l’inclusione sociale, la mobilità sostenibile e l’accesso a servizi di qualità.
Questioni ambientali, aree interne e evidenze scientifiche
La lettera e l’evento hanno anche messo in luce il valore di una visione territoriale ampia che includa le aree interne oltre alle grandi città. Il Sen. Guido Quintino Liris ha ribadito l’importanza di mettere nelle condizioni i comuni più piccoli di garantire servizi e coesione sociale. Anche il rafforzamento delle partnership tra enti locali, comunità scientifica e mondo associativo è considerato fondamentale per ottenere risultati sostenibili.
Andrea Lenzi, presidente del CNR e titolare della Cattedra UNESCO sull’Urban Health, ha portato il punto di vista della ricerca, ricordando come i cambiamenti climatici e l’aumento delle temperature richiedano interventi urbani mirati per ridurre impatti negativi sulla salute. L’attenzione alla governance delle città viene indicata come uno degli ambiti dove è possibile intervenire rapidamente e con efficacia.
L’appello conclusivo invita tutte le istituzioni a valorizzare le buone pratiche esistenti, coinvolgere attivamente i cittadini nei processi decisionali e costruire città più sane, inclusive e sostenibili.



