Il diritto alla salute è un principio fondamentale riconosciuto in molte costituzioni e dichiarazioni internazionali. In Italia, l’articolo 32 della Costituzione sancisce che la salute è un diritto inalienabile e irrinunciabile, garantito dalla Repubblica. Allo stesso modo, la Costituzione cubana all’articolo 72 afferma che la salute pubblica è un diritto di tutte le persone e che è responsabilità dello Stato garantire l’accesso ai servizi sanitari.
Entrambi i paesi hanno adottato la Dichiarazione di Alma-Ata nel 1978, impegnandosi a raggiungere la “salud para todos” entro l’anno 2000. Questo impegno ha portato a significativi sviluppi nei rispettivi sistemi sanitari, con un focus particolare sull’assistenza sanitaria primaria.
Il modello cubano: il Plan del Médico de las 120 Familias
Cuba ha sviluppato un modello di assistenza sanitaria primaria noto come Plan del Médico de las 120 Familias lanciato nel 1984. Questo programma prevede l’assistenza medica completa a una media di 600-700 persone, circa 120 famiglie, da parte di équipe sanitarie di base (ESC). Le ESC sono responsabili dell’assistenza medica primaria, con un particolare enfasi sulla medicina preventiva l’igiene l’alimentazione la pratica sportiva e la lotta contro i fattori di rischio.
Le ESC gestiscono le cartelle cliniche dei propri assistiti secondo un processo organizzato e continuo, che consente una valutazione e un intervento pianificati. Il secondo livello di cura è rappresentato dai poliambulatori comunitari che offrono una vasta gamma di servizi, tra cui riabilitazione, radiologia, ecografia, endoscopia, pronto soccorso, traumatologia, laboratorio di analisi cliniche, pianificazione familiare, vaccinazioni e cura del diabete, geriatria, dermatologia, psichiatria, cardiologia, medicina generale e interna, pediatria, ostetricia e ginecologia.
Il modello italiano: le Case della comunità
In Italia, la legge n. 833 del 1978 ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale che garantisce l’accesso universale alle cure. Tuttavia, dopo 50 anni, questa legge necessita di un ampio aggiornamento. Gli ultimi interventi normativi sono rappresentati dal DM 70/2015 e dal DM 77/2026 che definiscono gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi dell’assistenza ospedaliera e territoriale.
Uno degli elementi essenziali del disegno attuativo della riforma del 2026 è la Casa della comunità definita come il luogo fisico e di facile individuazione al quale i cittadini possono accedere per bisogni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria. Le Case della comunità sono previste in un numero minimo di 1.038, utilizzando i fondi del PNRR per nuove strutture o riconversione di quelle esistenti.
Confronto e collaborazione tra Italia e Cuba
I servizi sanitari dei due paesi hanno molto in comune. I principi e le finalità sono identici, con un focus particolare sull’assistenza sanitaria primaria e sull’individuazione della comunità come spazio e collettivo basico degli interventi sociali e sanitari. Tuttavia, la governance è ovviamente diversa, in considerazione delle risorse disponibili e delle politiche attuate.
L’Italia è debitrice verso Cuba per l’aiuto ricevuto durante la pandemia Covid-19 e per l’attuale lavoro dei medici cubani in Regione Calabria a garanzia del funzionamento del Servizio sanitario locale. Una maggior collaborazione, condivisione e solidarietà tra i due paesi sarebbe utile ad entrambi i popoli.
L’organizzazione dei servizi sanitari a garanzia del diritto alla salute costituisce un potente indicatore del progresso o dell’arretramento di un paese. Il livello raggiunto dall’Italia e da Cuba li accomuna, ma il fatto che un servizio sanitario di qualità come quello di Cuba sia costretto a non adempiere alle proprie funzioni deve preoccupare chiunque abbia a cuore il diritto universale alla salute e alle cure.



