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22 Giugno 2026

Il treno dei bambini: un viaggio nella storia italiana del Dopoguerra

Scopri la commovente storia di un bambino e il sacrificio di molte famiglie nel Dopoguerra.

Treno dei bambini in viaggio nel Dopoguerra italiano
Scopri il viaggio dei bambini nel Dopoguerra italiano con il treno.

Un film che tocca il cuore

Il film “Il treno dei bambini”, diretto da Cristina Comencini, è un’opera che riesce a catturare l’essenza di un periodo storico difficile per l’Italia. Ambientato nel 1946, il film racconta la storia di Amerigo, un bambino di sette anni che vive in povertà a Napoli con la madre Antonietta. Attraverso gli occhi innocenti di Amerigo, lo spettatore viene trasportato in un’epoca segnata dalla fame e dalla speranza, dove i sogni di una vita migliore sembrano lontani.

Un viaggio verso la speranza

La trama si sviluppa attorno all’iniziativa dei “treni della felicità”, che portavano i bambini del Sud Italia nelle famiglie del Nord, pronte ad accoglierli. Amerigo, partendo per questo viaggio, non è consapevole del sacrificio che le sue madri, quella biologica e quella adottiva, stanno affrontando. La giovane Derna, che si prenderà cura di lui, rappresenta la speranza e la generosità di un’Italia che cerca di ricostruirsi dopo la devastazione della guerra. Questo scambio di affetto e cura diventa un simbolo di solidarietà e amore, in un periodo in cui la sofferenza era all’ordine del giorno.

Una storia vera di solidarietà

Il film è tratto dal romanzo bestseller di Viola Ardone, che ha ricostruito la vera epopea di settantamila bambini italiani, costretti a lasciare le loro case per sfuggire alla fame. L’iniziativa, promossa dall’Unione Donne Italiane e dal Partito Comunista, ha permesso a molte famiglie di accogliere temporaneamente questi bambini, offrendo loro un pasto caldo e un letto. La storia di Amerigo è solo una delle tante che illuminano un capitolo spesso trascurato della nostra storia repubblicana. La scrittrice napoletana ha saputo dare voce a queste esperienze, rendendo omaggio a tutte quelle famiglie che, nonostante le difficoltà, hanno aperto le loro porte e i loro cuori.

Autore

Redazione