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6 Luglio 2026

Crisi climatica e disabilità: come garantire protezione a tutti

San Marino si impegna per una protezione civile inclusiva, affrontando le sfide poste dalla crisi climatica e garantendo diritti e sicurezza a tutti

Crisi climatica e disabilità: come garantire protezione a tutti

Le ondate di calore anomalo che stanno colpendo l’Europa non sono solo un disagio stagionale, ma un segnale evidente della crisi climatica in corso. Questo fenomeno ha un impatto significativo sulla salute, sulla sicurezza e sulla vita quotidiana delle persone, soprattutto di quelle con disabilità, anziani e chi vive con patologie croniche.

In situazioni di emergenza, queste categorie di persone rischiano di rimanere senza una protezione adeguata se le misure di prevenzione non tengono conto dei loro bisogni specifici. Questo principio vale non solo per i picchi di calore, ma anche per altre situazioni di rischio climatico e per qualunque emergenza.

Il ruolo internazionale di Attiva-Mente

Nonostante siano tra le persone più esposte agli effetti delle emergenze climatiche, con un rischio da due a quattro volte maggiore di morire o rimanere ferite, circa 1,3 miliardi di persone con disabilità nel mondo non dispongono ancora di una rappresentanza pienamente strutturata nelle Conferenze sul clima delle Nazioni Unite.

Un passo importante è stato compiuto con il riconoscimento del Disability Caucus, che riunisce più di 120 organizzazioni globali in una piattaforma coordinata per rafforzare la partecipazione delle persone con disabilità nei negoziati climatici. Tra queste organizzazioni c’è anche Attiva-Mente, che porta in questo percorso internazionale anche la voce sammarinese.

L’importanza della prevenzione inclusiva

La medicina dei disastri, la protezione civile e i piani di emergenza devono essere pensati anche per le persone con disabilità. È fondamentale interrogarsi su quanto il nostro sistema sia preparato ad affrontare una possibile “emergenza senza barriere”, capace di proteggere tutte le persone, comprese quelle che vivono condizioni di maggiore esposizione al rischio.

Se, ad esempio, una persona non riceve un’allerta in un formato comprensibile e fruibile, se non può raggiungere un luogo sicuro, se un centro di accoglienza presenta barriere, se un’evacuazione non prevede mezzi idonei, se un’interruzione elettrica mette a rischio chi utilizza dispositivi salvavita o ausili tecnologici, oppure se un operatore o un soccorritore non è formato per assistere una persona con una specifica disabilità cognitiva, intellettiva, relazionale o sensoriale, allora quella persona non è realmente protetta.

La tutela dei dati personali

La tutela dei dati personali è un principio fondamentale che non può trasformarsi in un ostacolo astratto alla prevenzione e alla sicurezza. Al contrario, se gestita con consenso informato, finalità chiare, accesso limitato ai soli soggetti autorizzati e pieno controllo da parte della persona interessata, può e deve diventare parte integrante della protezione.

Chi chiede di essere tutelato, protetto e soccorso in caso di emergenza deve poter mettere a disposizione le informazioni utili alla propria incolumità, senza che la privacy diventi, anche involontariamente, un motivo per rinviare o bloccare soluzioni necessarie.

L’impegno di San Marino

San Marino ospita in questi giorni un confronto internazionale di grande rilievo sulla medicina dei disastri e sulla preparazione alle emergenze. È un’occasione preziosa per ricordare che nessun piano di emergenza può dirsi davvero completo se non include, fin dalla progettazione, anche le persone con disabilità e tutte le persone con specifiche esigenze di supporto.

La prevenzione e il soccorso devono diventare sempre più inclusivi e partecipati. Per questo auspichiamo, con spirito del tutto costruttivo, che San Marino prosegua e rafforzi il percorso già avviato, valorizzando il lavoro progressivamente sviluppato dalla nostra Protezione Civile e sostenendone l’ulteriore impegno anche su questo ambito specifico: l’inclusione delle persone con disabilità come criterio stabile nelle prassi e nelle politiche di emergenza, soccorso, adattamento climatico, salute pubblica e protezione civile.

Autore

Roberto Capelli

Roberto Capelli di Milano annotò i dati di una mensa aziendale durante un’indagine sul pasto lavorativo; quella visione epidemiologica modellò la sua linea editoriale, orientata a scelte alimentari misurate. In redazione difende chiarezza scientifica e conserva ricette leggere annotate a mano.