Due vicende emblematiche si sono intrecciate negli ultimi mesi nella Campania: la tragica morte di un giovane disabile nel centro di riabilitazione di Monterusciello e la misteriosa scomparsa di una bambina di cinque anni nell’ex hotel Astor di Firenze. In entrambe le situazioni le madri sono al centro della richiesta di chiarezza e della pressione sulle autorità per ottenere risposte.
Il caso di Ruslan Matvieiev 24 anni, originario dell’Ucraina ma residente a Qualiano, ha scosso la comunità locale. Il martedì 13 ottobre intorno alle ore 16:00, il giovane è precipitato dal terzo piano della struttura sanitaria I.F.L. HAN.. L’intervento dei soccorsi è stato vano e il corpo è stato successivamente sequestrato per l’autopsia presso l’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Napoli.
Le lacune nella sorveglianza del centro di riabilitazione
Secondo la testimonianza della madre, Iana, il collegamento telefonico ricevuto dalla struttura riportava solo che il figlio “non si sentiva bene”. Nessuna menzione della caduta è arrivata fino al suo arrivo a Monterusciello, dove ha constatato il tragico epilogo davanti ai carabinieri della stazione di Licola. La donna, assistita dall’avvocato Sergio Pisani e dall’associazione “La Battaglia di Andrea”, ha sollevato gravi interrogativi sulla presenza degli operatori previsti per l’assistenza h24 a Ruslan, dato il suo quadro di autismo aggressivo.
Richieste di videosorveglianza e verifica dei turni
Iana ha chiesto l’accesso alle registrazioni del sistema di videosorveglianza del centro, sostenendo che le telecamere nella zona interessata fossero inattive al momento dei fatti. La ricerca delle immagini, così come l’accertamento delle schede turno del personale sanitario, sarà fondamentale per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Sul fronte istituzionale, il sindaco di Qualiano, Raffaele De Leonardis, ha espresso vicinanza alla famiglia e ha assicurato la collaborazione delle forze dell’ordine per una rapida chiarificazione.
Il caso Kata: archiviazione e nuove indagini
Katherine Alvarez Vasquez, madre della piccola Kataleya, scomparsa il 10 giugno 2023 dall’ex hotel Astor di Firenze, ha comunicato di non opporsi alla decisione di archiviazione proposta dalla Procura. Tuttavia, il suo team legale, guidato dall’avvocato Giovanni Conticelli e dalla criminologa Stefania Sartorini, ha dichiarato che continuerà a perseguire nuove piste investigativa.
Un patrimonio digitale da esaminare
Gli investigatori hanno già raccolto oltre 28 000 pagine di documenti e più di 40 TB di filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza collocate nei pressi dell’hotel. La difesa sta effettuando una “disamina tecnica” di questi file, con l’obiettivo di individuare eventuali indizi trascurati che possano giustificare la riapertura del procedimento contro i due zii finora indagati, Abel Argenis Vasquez e Marlon Chicclo. Le indagini difensive mirano a produrre nuovi elementi probatori da presentare alla Procura di Firenze.
Nonostante la mancata opposizione formale all’archiviazione, la madre di Kata ha ribadito che la sua scelta non rappresenta una “resa”, ma un passo strategico per concentrare le energie su ulteriori verifiche tecniche e forense. La speranza è che, grazie all’analisi dei video e alla revisione dei fascicoli, si possa finalmente fare luce sul destino della bambina.
Entrambe le storie mostrano come la ricerca della verità possa essere ostacolata da carenze operative – nel primo caso, la possibile assenza di personale di sorveglianza, nel secondo, la difficoltà di gestire una mole immensa di dati digitali. Le madri, unite dal dolore, rimangono lenti ma costanti richiedenti di chiarezza, dimostrando che la tutela dei più vulnerabili dipende spesso dalla tenacia dei loro familiari.



