L’altruismo è un tratto innato o acquisito? Questa domanda ha affascinato filosofi e scienziati per secoli. Oggi, una ricerca condotta da un team di esperti italiani, in collaborazione con atenei internazionali, fornisce una risposta basata su dati concreti: i bambini possiedono un istinto naturale alla generosità, che si sviluppa ulteriormente con l’educazione.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Human Behaviour ha coinvolto 537 bambini italiani di età compresa tra i 3 e i 10 anni. Gli esperti hanno utilizzato giochi di economia comportamentale per valutare le reazioni dei piccoli di fronte a situazioni che richiedevano decisioni altruistiche o egoistiche.
L’esperimento che ha svelato l’istinto altruistico
I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno con una pressione temporale di 10 secondi per rispondere, l’altro con un ritardo di 10 secondi prima di poter rispondere. Questo metodo ha permesso di distinguere tra reazioni istintive e comportamenti riflessivi. I bambini sono stati sottoposti a giochi come il Public Good Game il Dictator Game l’Ultimatum Game e il Deception Game.
Ad esempio, ai bambini veniva chiesto di condividere caramelle con uno sconosciuto o di accettare o rifiutare una spartizione ingiusta di dolciumi. Un altro scenario prevedeva la possibilità di mentire per ottenere un vantaggio. Nonostante la realtà simulata, i bambini non hanno mai creato conseguenze negative per gli altri.
I risultati sorprendenti
Al termine delle 19 prove, i ricercatori hanno osservato che nei bambini più piccoli la prosocialità era più forte quando le decisioni erano prese rapidamente, in modo intuitivo. Con l’età, però, la prosocialità deliberativa aumentava: i bambini più grandi non agivano solo d’istinto, ma integravano sempre di più cooperazione, altruismo e onestà nei loro processi decisionali.
“Il risultato principale è stato che nei bambini più piccoli la prosocialità appare più forte quando decidono rapidamente, quindi in modo intuitivo. Con l’età, però, la prosocialità deliberativa aumenta: i bambini più grandi non sono prosociali solo ‘di pancia’, ma sembrano integrare sempre di più la cooperazione, l’altruismo e l’onestà in processi riflessivi”, ha spiegato Elena Nava, ricercatrice di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso l’Università Milano-Bicocca.
Protosocialità: il ponte tra istinto ed educazione
Un concetto chiave emerso dallo studio è quello di protosocialità che indica la fase della vita in cui la società non ha ancora influenzato in modo decisivo le persone. A 3 anni, i bambini sono ancora guidati principalmente dall’istinto e godono di un vantaggio intuitivo cioè la capacità di rispondere in modo immediato e spontaneo.
“Il nostro lavoro sposta il modo in cui pensiamo allo sviluppo della prosocialità infantile. Non mostra semplicemente che i bambini piccoli possono essere cooperativi, altruisti o onesti, ma mostra anche che queste condotte possono organizzarsi in una dimensione comune e che questa dimensione cambia nel modo in cui viene sostenuta: prima più dall’intuizione, poi sempre più dalla deliberazione”, ha aggiunto Nava.
Questo studio non solo conferma l’esistenza di un istinto altruistico nei bambini, ma offre anche preziose indicazioni su come coltivare e sviluppare queste qualità positive.



