Un colpo di scena nella sanità italiana: la riforma dei medici di famigliaannunciata con grande clamore, è stata bloccata. La decisione, comunicata dal capo di gabinetto del ministero della Salute Marco Mattei agli assessori regionali, ha scatenato un vortice di reazioni contrastanti. Da una parte, la soddisfazione dei medici di famiglia, dall’altra, le critiche delle opposizioni che denunciano un Parlamento estromesso dal dibattito.
Ma cosa prevedeva esattamente questa riforma? E perché è stata fermata? Scopriamo insieme i dettagli di questa vicenda che sta tenendo banco nel mondo della sanità.
Le ragioni del blocco e le reazioni
La riforma, presentata dal ministro della Salute Orazio Schillaci alla Conferenza delle Regioni e poi rielaborata, non era mai stata presentata formalmente. Tuttavia, era diventata oggetto di scontro con i sindacati dei medici, che chiedevano di essere coinvolti nelle scelte. Le polemiche hanno portato anche a far emergere un dissenso tutto interno al centrodestra, con la pressione soprattutto della Lega per un passo indietro.
Secondo quanto si apprende, il decreto sarà sostituito da un accordo con i medici da approvare con un emendamento a un atto di governo o da inserire nel prossimo atto di indirizzo della convenzione sulla medicina generale. Il ministero ha fatto sapere che l’obiettivo resta quello di dare una medicina territoriale più vicina ai cittadini con la presenza dei medici di medicina generale nelle Case di comunità.
Le dimissioni di Bertolaso
L’arresto della riforma ha scatenato le ire di chi più di altri l’aveva difesa, come l’assessore alla sanità della Regione Lombardia Guido Bertolaso. Quest’ultimo, presente all’incontro, se ne sarebbe andato annunciando le dimissioni da vicecoordinatore della Commissione salute delle Regioni. Le opposizioni rivendicano la spaccatura nella maggioranza.
“Una riforma annunciata come decisiva viene ritirata perché Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega si sono fatte la guerra”, spiega Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in Commissione affari sociali della Camera. “Il Governo riesce nell’impresa di smentire se stesso. Dopo mesi di annunci, tavoli e dichiarazioni – aggiunge la senatrice di Italia Viva Annamaria Furlan – la maggioranza ferma una riforma elaborata dal ministero della Salute insieme alle Regioni. È l’ennesimo capitolo di una sanità governata tra improvvisazioni e retromarce”. Sandra Zampa, capogruppo del Pd in Commissione Sanità del Senato, rincara la dose: “Abbiamo appreso dai media dell’esistenza della riforma e l’esistenza di contrarietà, ma mai abbiamo potuto discutere le linee di quel progetto. Inammissibile che il Parlamento sia ignorato così”.
Le richieste dei medici di famiglia
Soddisfatti i diretti interessati. “Speriamo ora – dice Pina Onotri, segretaria del Sindacato Medici Italiani – in un confronto costruttivo a partire però da alcuni punti fermi. Va abolito il ruolo unico e va eliminato il debito orario dei medici di famiglia nelle Case di comunità, così come la retribuzione per obiettivi. Chiediamo un confronto costruttivo per avere contratti di lavoro più flessibili e con maggiori tutele”.
Una richiesta a cui si unisce la Federazione dei medici di medicina generale: “Così come era, la riforma sarebbe stata un boomerang, ora siamo pronti a ragionare insieme”, conclude il segretario Fimmg Silvestro Scotti.
La vicenda è ancora in evoluzione, ma una cosa è certa: la sanità italiana è in un momento di grande fermento e cambiamento. Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi per capire come si evolverà questa situazione complessa e delicata.

