L’educazione affettiva e sessuale nelle scuole italiane è al centro di un dibattito acceso. Con oltre 500.000 firme raccolte, il referendum “Sì educazione affettiva e sessuale nelle scuole” è pronto a fare un passo decisivo. Ma cosa comporta realmente questa iniziativa e quali sono le sue implicazioni?
Il referendum, promosso dal comitato “Sì Educazione Affettiva nelle Scuole”, mira ad abrogare la legge 104 del 9 giugno 2026, nota come “decreto Valditara”. Questa norma ha introdotto l’obbligo del consenso informato scritto dei genitori prima che le scuole secondarie possano affrontare temi legati alla sessualità e all’affettività, escludendo del tutto questo tipo di attività per la scuola dell’infanzia e per le elementari.
Le firme raccolte e il percorso del referendum
Il traguardo delle 500.000 firme è stato raggiunto grazie a una mobilitazione senza precedenti, che ha coinvolto persone di tutte le età e orientamenti politici. “È un risultato straordinario, costruito senza grandi apparati e attraversando persino il mese di agosto”, dichiarano Fabrizio Marrazzo e Marina Zela, promotori del referendum. “Il nostro primo grazie va a chi ha firmato e a tutte le persone che hanno dedicato tempo ed energie a questa mobilitazione.”
Il referendum non si terrà subito, ma nella primavera del 2028. “Il referendum verrà effettuato ad aprile 2028, perché nell’anno delle elezioni non si può fare”, spiegano i promotori. Questa tempistica è stata scelta per garantire che il prossimo governo, a prescindere dalla sua composizione, abbia come primo punto in agenda l’eliminazione di quello che viene considerato un elemento fortemente discriminatorio per la parità di genere.
Cosa prevede il decreto Valditara e cosa cambierebbe con il referendum
Il decreto Valditara ha introdotto regole stringenti per l’insegnamento dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole. In particolare, ha stabilito che per la scuola dell’infanzia e per le elementari questo tipo di attività è del tutto escluso, mentre per le scuole secondarie è necessario il consenso informato scritto dei genitori o dello studente, se maggiorenne.
Il referendum promosso dal comitato “Sì Educazione Affettiva nelle Scuole” è un referendum abrogativo: chiede cioè di cancellare integralmente questa legge. “Non è una questione di destra o sinistra, ma di buonsenso”, sottolinea Fabrizio Marrazzo. “È qualcosa che non riguarda soltanto una parte politica, ma riguarda tutti.”
Se il referendum dovesse avere successo, verrebbero eliminate le regole speciali introdotte nel 2026, restituendo alle scuole la piena autonomia di programmare questo tipo di percorsi educativi all’interno del Piano triennale dell’offerta formativa. “Non introdurremmo automaticamente una nuova materia scolastica obbligatoria chiamata ‘educazione affettiva e sessuale’, ma semplicemente elimineremmo le regole speciali introdotte nel 2026”, spiegano i promotori.
L’importanza dell’educazione affettiva per contrastare la violenza
L’educazione sessuo-affettiva non è naturalmente l’unico strumento per contrastare la violenza contro le donne e da sola non può impedire un femminicidio. Tuttavia, se vogliamo intervenire sulle radici culturali del possesso, della sopraffazione, dell’incapacità di accettare un no e della violenza nelle relazioni, la scuola è uno dei luoghi dai quali bisogna necessariamente partire.
“L’educazione affettiva non è naturalmente l’unico strumento per contrastare la violenza contro le donne e da sola non può impedire un femminicidio. Ma se vogliamo intervenire sulle radici culturali del possesso, della sopraffazione, dell’incapacità di accettare un no e della violenza nelle relazioni, la scuola è uno dei luoghi dai quali bisogna necessariamente partire”, aggiungono i promotori del referendum.
Il padre di Lorena Isceri ha rivolto alla politica un appello chiarissimo: lavorate nelle scuole. Una richiesta che non può essere dimenticata quando si spengono le telecamere.
Con l’abrogazione della legge Valditara, si aprirebbero nuove possibilità per un’insegnamento più inclusivo e rispettoso delle esigenze degli studenti.



