Il YAWP Festival torna a Milano per la sua terza edizione, occupando il Teatro Franco Parenti nei giorni 2 e 3 ottobre 2026. Organizzato dalla Fondazione Francesco Morelli e patrocinato dal Comune, l’evento si propone come un vero laboratorio vivente dove scuola, intelligenza artificiale e nuove competenze si incontrano per interrogare il futuro dell’educazione. Cinquecento studenti delle scuole superiori milanesi prenderanno parte a una lectio inaugurale, mentre docenti, ricercatori, scrittori e professionisti si alterneranno sul palco per offrire una prospettiva a 360 gradi.
Il filo conduttore: “La vita davanti a sé” e le sfide della generazione attuale
Il titolo dell’edizione, tratto dall’omonimo romanzo di Romain Gary, sintetizza la condizione di chi sta crescendo in un periodo segnato da incertezza, trasformazioni tecnologiche e crisi emotive. Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura di Milano, ha sottolineato che la scuola deve diventare un luogo di ascolto e dialogo non solo di trasmissione di nozioni. Questo concetto è stato declinato in più interventi: dalla scrittrice Silvia Avallone, che ha parlato del rapporto tra letteratura e crescita personale, alla filosofa Ilaria Gaspari, che ha collegato la felicità antica alle sfide educative contemporanee.
Educazione emotiva e il ruolo della parola
Sarah Aziza, giornalista palestinese-americana, ha condotto una tavola rotonda su “la parola che cura”, evidenziando come la comunicazione empatica possa mitigare ansia solitudine e disturbi alimentari tra i giovani. Michela Marzano, psicologa, ha chiuso la giornata con un intervento sul coraggio dell’ascolto invitando istituzioni e famiglie a riconoscere il disagio giovanile come sintomo di una comunicazione interrotta.
Competenze emergenti: soft skills, IA e il nuovo panorama del lavoro
Il dibattito è proseguito con il panel “Nuovi trend e sfide globali: l’impatto sull’evoluzione delle competenze”, animato da Elisa Zambito Marsala di Intesa Sanpaolo e Paolo Antonini della Fondazione Mondadori. Hanno mostrato che le soft skills – pensiero critico, creatività, capacità relazionali e adattabilità – sono ora più richieste di molte competenze tradizionali STEM. Secondo i dati presentati, il 47 % degli under 35 italiani si sente emotivamente svuotato dal proprio lavoro, un segnale che spinge a rivedere i percorsi formativi.
Intelligenza artificiale a scuola
Un turno dedicato all’intelligenza artificiale ha messo a confronto Alessandro Aresu e Virginia Volpi, che hanno illustrato le potenzialità dell’IA nei processi di apprendimento e le sfide etiche connesse. I partecipanti hanno discusso di come l’IA possa personalizzare i percorsi didattici, ma anche di come sia necessario definire responsabilità e mitigare l’impatto ambientale delle tecnologie emergenti.
Relazioni, gioco e orientamento: proposte pratiche per studenti e famiglie
Sabato la giornata è iniziata con “A scuola di relazione”, in cui gli scrittori Gaja Cenciarelli e Enrico Galiano hanno analizzato la comunicazione tra insegnanti e alunni, proponendo modelli di ascolto attivo. Il valore ludico è stato al centro dell’intervento di Irene Guerrieri e Marco Marzini, che hanno dimostrato come il gioco possa fungere da catalizzatore per l’apprendimento cooperativo.
Orientamento e scoperta di sé
Franco Lorenzoni ha guidato la sessione “Un luogo dove avere la libertà di scoprire sé stessi”, offrendo strumenti per l’auto-valutazione e la costruzione di percorsi professionali. Tra i relatori, Bianca Arrighini e Livia Viganò hanno analizzato il fenomeno della “schiavitù felice del lavoro”, fornendo strategie concrete per prevenire il burnout nella generazione emergente.
Laboratori gratuiti per tutte le età
Oltre ai talk, il festival ha offerto una serie di laboratori a prenotazione. Per gli adulti è stato previsto “Agentic AI – Trasforma il tuo lavoro con l’intelligenza artificiale”, curato da Fastweb Digital Academy, mentre i più piccoli hanno potuto partecipare a workshop sul gioco, sulla gestione della rabbia e sulla scrittura a mano, quest’ultima guidata da Nicola Gardini e Mauro Balletti. Il programma ha coinvolto anche incontri su borse di studio europee, gestiti dal Comitato Culturale Giovani della Fondazione.
Con una programmazione che spazia dalla filosofia all’innovazione tecnologica, passando per l’arte e la musica, il YAWP Festival si conferma come uno dei principali appuntamenti italiani dedicati al futuro della educazione. L’evento propone, infatti, non solo una riflessione teorica ma anche strumenti pratici per affrontare le sfide di un mondo in rapida evoluzione.



