Salta al contenuto
8 Ottobre 2026

Dossier segreto su Paola e Stefania Cappa: cosa nasconde la chiusura indagini a Garlasco

Scopri cosa svela il dossier anonimo su Paola e Stefania Cappa e perché la polizia non ha mai perquisito la loro casa.

Dossier segreto su Paola e Stefania Cappa: cosa nasconde la chiusura indagini a Garlasco

Nel fascicolo di chiusura delle indagini su Andrea Sempio unico imputato nell’omicidio di Chiara Poggi è comparso un documento di 25 pagine privo di firma. Si tratta di un dossier anonimo che, sebbene non abbia valore probatorio, elenca in maniera dettagliata le presunte lacune dell’attività investigativa nei confronti della famiglia Cappa. Le due gemelle, Paola e Stefania, cugine della vittima, non sono mai state interrogate né sottoposte a perquisizioni, ma il dossier le propone come possibili punti chiave della ricostruzione dei fatti del 13 agosto 2007.

Il contenuto del dossier: schede, numeri e ipotesi

Il manoscritto è strutturato in tabelle che associano a ciascun membro della famiglia Cappa dati anagrafici, numero di scarpe indossate, traffico telefonico e spostamenti registrati il giorno dell’omicidio. Tra le osservazioni in neretto spicca la frase “Paola Cappa non può dare alibi a nessuno, né a Stefania né a sua madre”. Inoltre, il documento segnala che Stefania avrebbe avuto a disposizione le chiavi di casa Poggi, compresa quella dell’allarme, e possedeva una bicicletta nera da donna, mai sequestrata o controllata.

Dettagli sulla bicicletta e sul DNA

Una delle prove più controverse riguarda i pedali di una bicicletta attribuita ad Alberto Stasi. Analisi effettuate dai RIS di Parma nel 2007 rilevarono DNA maschile oltre a quello di Chiara Poggi, ma il risultato non comparve nei rapporti ufficiali inviati alla Procura di Vigevano. Un documento di lavoro rinvenuto di recente indica la presenza di un profilo genetico “Ignoto 2” sui campioni delle unghie di Chiara, con una quantificazione di 8,44 pg/ml di DNA maschile, senza che sia stato chiarito a chi appartenesse.

Le omissioni evidenziate dal dossier

Tra le criticità più evidenti, il dossier sottolinea l’assenza di qualsiasi perquisizione nella residenza dei Cappa e nemmeno un controllo delle biciclette di famiglia. Inoltre, i tabulati telefonici di Ermanno Cappa sarebbero stati richiesti su un numero errato e mai corretti, mentre le intercettazioni telefoniche iniziarono il 22 agosto, una settimana dopo l’omicidio. L’autore del documento mette in dubbio anche la gestione del tutore della gamba di Paola Cappa, sequestrato il 13 febbraio 2008, senza successive verifiche.

Alibi, fumo e oggetti personali

Il dossier indica che sia Rosa Poggi che Stefania Cappa erano fumatori, citando il posacenere trovato sul tavolo della cucina di via Pascoli. Si rileva, inoltre, la presenza di una stampa parziale di scarpa a righe oblique, due sedie in cucina e due cucchiaini nel lavandino, elementi usati per suggerire che due persone avrebbero potuto fare colazione insieme. Il documento propone anche di visionare il video del funerale per confrontare le scarpe indossate o di recuperare foto d’epoca, come accaduto per il condannato Alberto Stasi.

Ripercussioni sull’inchiesta su Andrea Sempio

L’avvocato di difesa di Sempio ha dichiarato che le intercettazioni hanno rivelato “qualcosa di interessante”, ma ha aggiunto che al momento non potrebbero influire sul giudizio. Tuttavia, le osservazioni del dossier – come la possibile conoscenza delle gemelle da parte di Sempio o la presenza di armi in momenti diversi – potrebbero riapprontare la strategia investigativa. La Procura di Pavia, già impegnata a chiarire il ruolo del DNA presente sulle unghie di Chiara, ha richiesto nuovi accertamenti sui profili genetici non identificati, per capire se vi siano contatti tra Sempio, i Cappa e altri soggetti coinvolti.

Resta da vedere se le autorità decideranno di riaprire le indagini sulla famiglia Cappa o se l’analisi di nuovi elementi scientifici potrà gettare nuova luce sull’omicidio di Chiara Poggi.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.