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21 Agosto 2026

Davide Faraone difende la figlia Sara dagli insulti sui social

Davide Faraone condivide la sua esperienza con la figlia Sara, diagnosticata con autismo, e risponde agli insulti ricevuti sui social, trasformando la polemica in un messaggio di inclusione e accettazione.

Davide Faraone difende la figlia Sara dagli insulti sui social

Davide Faraone, deputato di Italia Viva, ha recentemente condiviso sui suoi social alcune foto di una vacanza al mare con sua figlia Sara, diagnosticata con autismo all’età di due anni. Quello che doveva essere un semplice momento di condivisione della felicità familiare si è trasformato in un’occasione per riflettere sui pregiudizi e sull’inclusione delle persone con disabilità.

Le foto, che ritraggono un padre e una figlia che godono di una giornata di sole, hanno suscitato reazioni contrastanti. Se da un lato molti utenti hanno espresso affetto e solidarietà, dall’altro alcuni hanno commentato con insulti e giudizi offensivi. Faraone ha deciso di rispondere a questi commenti non con rabbia, ma con un messaggio di consapevolezza e educazione.

La risposta di Davide Faraone agli insulti

Uno degli insulti più frequenti è stato: «Sembra un uomo». Sara porta i capelli corti, non indossa trucchi o orecchini, non perché voglia apparire maschile, ma perché queste scelte rispondono alle sue esigenze sensoriali. «Provate ad andare dal parrucchiere con lei, a farle lo shampoo, ad asciugarle i capelli», spiegando come l’ipersensibilità sensoriale possa trasformare anche le attività più comuni in fonti di stress.

Un altro commento offensivo è stato: «Che scherzi fa la natura». Faraone risponde con una riflessione profonda: «Nessuno scherzo. Gli scherzi, semmai, glieli faccio io per sentirla ridere. E vi assicuro che quando ride Sara la natura sembra aver fatto benissimo il proprio mestiere». La sua figlia è una delle infinite forme in cui la natura ha deciso di esprimersi, e il vero scherzo è pensare che esista un solo modo giusto di nascere, di vivere e di essere felici.

La disabilità non è un problema, i pregiudizi sì

Faraone sottolinea come il problema non sia l’autismo di Sara, ma i pregiudizi che le persone con disabilità devono affrontare quotidianamente. «Sara ha una disabilità dalla nascita, non è ‘un problema’ dalla nascita. Le parole contano», afferma, ribadendo l’importanza di un linguaggio rispettoso e inclusivo.

Un altro commento ha spaventato una persona che ha scritto: «Mi sono spaventata. Tale padre, tale figlio». Faraone risponde con calma: «Noi, guardando quella fotografia, abbiamo sorriso. È una differenza non piccola: nella stessa immagine qualcuno riesce a vedere qualcosa di cui avere paura e noi vediamo una giornata felice». Invita chi si è spaventato a interrogarsi non su Sara, ma sul proprio sguardo: «Si preoccupi piuttosto di ciò che riesce a scrivere una persona adulta davanti alla felicità degli altri».

Vivere senza vergogna

Faraone conclude il suo messaggio con un appello all’accettazione e alla normalizzazione della diversità. «Non ci chiuderanno in casa. Non nasconderemo i nostri figli per risparmiare agli altri la fatica di incontrare la diversità. Andremo al mare, al ristorante, in vacanza, per strada. Faremo fotografie. Rideremo. Vivremo».

La sua lettera non è solo una risposta agli insulti, ma un manifesto per una società più inclusiva, dove le persone con disabilità possano vivere senza vergogna e senza dover chiedere il permesso. «Sara non ha niente di cui vergognarsi. E io, di essere suo padre, sono immensamente felice», conclude Faraone, trasformando una polemica in un messaggio di speranza e resilienza.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.