Il ruolo del docente si è evoluto ben oltre la trasmissione di contenuti disciplinari: oggi gli insegnanti sono anche facilitatrici di valori, custodi di diritti e vigili contro le forme nascoste di violenza di genere. In un contesto in cui le dinamiche di potere si nascondono dietro battute o stereotipi, è fondamentale dotare il personale docente di strumenti pratici capaci di intervenire tempestivamente.
Negli ultimi mesi sono state lanciate tre iniziative nazionali – un percorso di prevenzione della violenza di genere, una serie di corsi UNICEF sui diritti dell’infanzia e un’indagine che evidenzia la domanda crescente di educazione affettiva e sessuale. Tutti i progetti sono gratuiti, riconosciuti dal Ministero e rivolti a educatori di ogni ordine e grado.
Il percorso “Youth For Love” contro la violenza di genere
Realizzato da ActionAid Italia in collaborazione con la rete Educare alle Differenze e sostenuto dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, il corso “Youth For Love – Prevenire e contrastare la violenza di genere tra pari” offre dieci ore di formazione totalmente gratuite. Sotto la supervisione scientifica della Dott.ssa Giovanna Vingelli, direttrice del Centro Women’s Studies “Milly Villa” dell’Università della Calabria, il programma va oltre la teoria, puntando su competenze operative e relazionali.
Cinque moduli operativi
Il percorso è articolato in cinque moduli agili fruibili tramite video-interventi e schede didattiche pronte all’uso. Il primo modulo aiuta a riconoscere l’invisibile ovvero stereotipi di genere e dinamiche di potere spesso sottovalutate. Il secondo analizza la complessità della violenza di genere consentendo un intervento tempestivo. Il terzo introduce la Comprehensive Sexuality Education fornendo gli strumenti per parlare di consenso. Il quarto favorisce il dialogo partecipativo tra studenti, mentre il quinto rafforza la capacità di creare uno spazio sicuro di ascolto attivo.
Chi può partecipare
Il corso è aperto a docenti, educatrici ed educatori di qualsiasi disciplina e grado scolastico. Non importa se si insegnano materie scientifiche, umanistiche o tecniche: la gestione del clima di classe e il benessere degli alunni sono la base di ogni apprendimento. L’iscrizione avviene online e, una volta completato il percorso, i partecipanti ricevono un attestato di conclusione riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione.
Formazione UNICEF per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza
In occasione della Giornata Mondiale degli Insegnanti, UNICEF Italia ha promosso una serie di corsi di formazione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Lo scorso anno più di 1.280 insegnanti provenienti da tutta Italia hanno aderito, dimostrando l’interesse verso una scuola più inclusiva e partecipativa.
Tre percorsi, otto ore di apprendimento
Il programma prevede otto ore suddivise in tre incontri online. Il primo modulo affronta le esperienze e gli strumenti necessari per rendere la scuola promotrice dei diritti. Il secondo approfondisce come apprendere attraverso i diritti creando ambienti sicuri e tutelanti. Il terzo è dedicato a far diventare gli studenti consapevoli dei propri diritti e capaci di difenderli e promuoverli nella vita quotidiana.
Crediti formativi e certificazione
Le lezioni sono erogate sulla piattaforma S.O.F.I.A. e consentono il riconoscimento dei crediti formativi previsti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Chi partecipa ad almeno il 75 % delle ore riceve un attestato rilasciato da UNICEF. Le iscrizioni rimangono aperte fino al 5 novembre 2026, offrendo un’ulteriore opportunità per arricchire il proprio curriculum professionale.
Domanda crescente di educazione affettiva e sessuale: i risultati dell’Osservatorio
La nona edizione dell’Osservatorio “Giovani e Sessualità”, condotto da Durex in collaborazione con, ha coinvolto 15 000 giovani tra 11 e 24 anni. Un 90,3 % dei partecipanti chiede che l’educazione affettiva e sessuale diventi parte integrante del curriculum scolastico, con quasi lo stesso consenso da parte di genitori (88,7 %) e insegnanti (90,7 %).
Statistiche sull’età del primo rapporto e sui comportamenti a rischio
Il sondaggio evidenzia un calo dell’età media del primo rapporto: quasi 1 giovane su 2 (49,6 %) tra gli 11 e i 16 anni ha già avuto un’esperienza sessuale, e l’11,1 % riferisce di averlo avuto prima dei 13 anni. Tuttavia, il 32,1 % non ha usato il preservativo al primo rapporto, con percentuali che superano il 69,8 % nella fascia più giovane. Il 66,1 % ha sperimentato il coito interrotto almeno una volta.
Richieste di un percorso didattico professionale
Il 64,6 % dei ragazzi ritiene che l’educazione affettiva debba essere obbligatoria mentre il 72,4 % preferirebbe che le lezioni fossero condotte da medici, psicologi o altri esperti, piuttosto che dai propri insegnanti di classe. Anche genitori (57 %) e insegnanti (47,2 %) concordano sul fatto che tali percorsi dovrebbero partire già dalla scuola media. Progetti come “A Luci Accese”, realizzato a Milano con la supervisione scientifica dell’Università di Milano-Bicocca, dimostrano la fattibilità di un intervento strutturato su questo tema.
L’iscrizione è gratuita, i crediti formativi sono riconosciuti e le metodologie proposte sono pronte all’uso in classe. È il momento ideale per cogliere queste opportunità e trasformare le proprie aule in ambienti di rispetto, inclusione e crescita.



