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12 Ottobre 2026

Controversia a Reggio Emilia per la visita di educatori ebrei

A Reggio Emilia la richiesta di una presa di distanza dalle politiche del governo israeliano ha provocato l'annullamento di una delegazione Usa, l'arrivo confermato di 25 docenti israeliani e una raffica di accuse politiche e istituzionali.

Controversia a Reggio Emilia per la visita di educatori ebrei

La storica istituzione che promuove il metodo Reggio Emilia si è trovata al centro di una crisi che mescola educazione, politica e tensioni internazionali. La vicenda è esplosa dopo che Reggio Children ha chiesto a una delegazione di educatori provenienti da scuole ebraiche degli Stati Uniti e di Israele di aderire alla sua Carta per una educazione democratica e partecipata e di esprimere un’ulteriore presa di distanza dalle politiche del governo israeliano. La richiesta ha portato all’annullamento del viaggio da parte di un gruppo americano e a forti reazioni pubbliche.

La richiesta della Carta e la reazione delle delegazioni

Reggio Children, che diffonde il pensiero pedagogico di Loris Malaguzzi ha spiegato che chi partecipa ai programmi è invitato a condividere principi che includono il ripudio della guerra e la condanna di ogni forma di genocidio. Alla vigilia dell’incontro previsto dall’11 al 16 ottobre, la direzione ha chiesto ai partecipanti di firmare e di chiarire la loro posizione rispetto alle politiche del governo di Netanyahu.

Proteste, assemblee e un’assemblea cittadina

Le tensioni in città non sono rimaste confinate agli uffici dell’ente: la sera del 6 ottobre un centinaio di attivisti si è radunato davanti al Centro internazionale Loris Malaguzzi con striscioni e megafoni. All’interno, nelle stesse ore, si svolgeva una Consulta con circa 400 partecipanti — tra genitori, insegnanti e rappresentanti dei consigli di infanzia — durante la quale la presidente di Reggio Children, Maddalena Tedeschi, ha ribadito che la Carta è rivolta a tutte le realtà in relazione con il centro e che ai membri del gruppo è stata richiesta un’ulteriore e esplicita presa di distanza dalle politiche del governo israeliano.

Accuse pubbliche e interventi politici

La decisione di sollecitare una dichiarazione ha scatenato una serie di reazioni politiche e istituzionali. Il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, ha parlato di un clima e metodi che gli ricordano scenari estremi e ha chiesto il passo indietro dell’amministrazione comunale; le parole hanno suscitato la replica netta del sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, che ha respinto con fermezza le accuse di antisemitismo e ha ricordato la storia democratica della città, definendosi sorpreso da tali attacchi.

Reazioni dei leader nazionali

La vicenda ha assunto anche una chiave politica nazionale: figure di primo piano della destra hanno condannato la scelta del centro come una «sconfitta» per una città che dichiara inclusione e dialogo e hanno parlato di discriminazione. Tra i commenti più duri, il leader della Lega ha chiesto le dimissioni del sindaco e ha utilizzato l’espressione «caccia all’ebreo», mentre esponenti di Fratelli d’Italia e altri parlamentari hanno chiesto chiarimenti e definito la situazione preoccupante per la credibilità internazionale della città. Altri osservatori, infine, hanno sottolineato che chiedere a persone di dissociarsi in quanto appartenenti a una specifica comunità può configurare una forma di discriminazione e antisemitismo secondo definizioni internazionali.

Di fronte alle polemiche, Reggio Children ha precisato che la Carta rappresenta il suo unico documento di riferimento e che l’intento non è discriminare in base all’identità religiosa o nazionale, ma promuovere principi universali di tutela dell’infanzia. L’ente ha inoltre annunciato per il 22 ottobre un incontro pubblico con un’organizzazione di famiglie israeliane e palestinesi, mettendo così sul tavolo un ulteriore momento di confronto tra comunità diverse.

Il bilancio locale e le prossime giornate

Con una delegazione americana che ha rinunciato e una componente israeliana presente, Reggio Emilia si trova a gestire sia l’impatto mediatico sia le relazioni pedagogiche internazionali. Il sindaco Massari ha ribadito che la città accoglie tutte le delegazioni e ha annunciato che sarà lui stesso a ricevere la delegazione israeliana. Intanto la discussione pubblica prosegue, alimentata da accuse reciproche e dalla richiesta di trasparenza sul ruolo delle istituzioni pubbliche che partecipano al capitale di Reggio Children.

La vicenda mette in luce come, sul terreno dell’educazione e dello scambio professionale, possano irrompere questioni geopolitiche che trasformano incontri di studio in momenti di forte tensione pubblica. Resta ora da vedere se le iniziative annunciate, come il confronto del 22 ottobre, riusciranno a ricomporre la frattura e a riaprire spazi di collaborazione tra scuole e comunità diverse.

Autore

Roberto Capelli

Roberto Capelli di Milano annotò i dati di una mensa aziendale durante un’indagine sul pasto lavorativo; quella visione epidemiologica modellò la sua linea editoriale, orientata a scelte alimentari misurate. In redazione difende chiarezza scientifica e conserva ricette leggere annotate a mano.