Quando le relazioni familiari si incrinano – a causa di una separazione, di un lutto o di conflitti generazionali – i nonni si trovano spesso a dover difendere il loro legame con i nipoti. La normativa italiana, entrata in vigore nel 2014, riconosce esplicitamente il diritto di visita dei nonni, ma lo subordina sempre al benessere del bambino.
Quando il diritto di visita dei nonni può essere invocato
Il riferimento normativo è l’articolo 317-bis del codice civile, che prevede che gli ascendenti hanno diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni. Chi ne è legittimato è il genitore materno e paterno, ma anche i bisnonni. Non è necessario che i genitori siano separati: l’azione è ammissibile anche quando vivono insieme e entrambi rifiutano l’interazione. Tra le cause più frequenti troviamo la separazione conflittuale, la perdita di un genitore e i trasferimenti abitativi che rendono difficile il contatto.
Procedura davanti al giudice
Il nonno che ritiene ostacolato il proprio diritto deve rivolgersi al giudice del luogo di residenza abituale del minore. Il tribunale valuta, sulla base dell’interesse superiore del bambino se concedere o meno il provvedimento, tenendo conto di fattori quali la storia affettiva, l’età del minore, la capacità dei nonni di rispettare il ruolo genitoriale, e, se possibile, la volontà espressa dal bambino stesso.
Affidamento condiviso: principi e applicazione pratica
L’affidamento condiviso è la regola generale stabilita dal codice civile: entrambi i genitori conservano la responsabilità genitoriale e partecipano alle decisioni fondamentali (scuola, salute, attività). Non implica una divisione oraria perfetta, ma assicura che nessun genitore venga escluso dalla vita del figlio. Il giudice decide il collocamento abituale considerando continuità affettiva, stabilità abitativa e capacità educativa dei genitori.
Il ruolo dei nonni nell’ambito dell’affidamento
Quando il giudice esamina l’affidamento, può tenere conto del legame tra nipote e nonni, soprattutto se il rapporto è consolidato e rappresenta una fonte di stabilità per il minore. In caso di separazione, la tutela dei nonni può essere inserita direttamente nella decisione sull’affidamento, evitando un procedimento separato. Tuttavia, il diritto non è assoluto: se la frequenza con i nonni genera conflitto o disagio per il bambino, il giudice può limitarla o sospenderla.
Allo stesso modo, l’affidamento condiviso mira a garantire un equilibrio tra i genitori, tenendo aperta la possibilità di coinvolgere attivamente i nonni, purché ciò avvenga in un contesto sano per il bambino.



