Salta al contenuto
18 Luglio 2026

Caregiver in Italia: la sfida quotidiana e le risposte istituzionali

Un viaggio nella vita dei caregiver familiari, tra sacrifici quotidiani e le prime risposte istituzionali.

Caregiver in Italia: la sfida quotidiana e le risposte istituzionali

In un angolo della nostra società, milioni di persone affrontano ogni giorno una sfida invisibile. Sono i caregiver familiari coloro che dedicano la loro vita a prendersi cura di un familiare malato cronico o non autosufficiente. Una missione che spesso li porta al limite delle forze fisiche e mentali, in un isolamento che troppo raramente viene riconosciuto.

La loro è una storia di amore e sacrificio ma anche di abbandono e solitudine. In un Paese dove il sistema sanitario pubblico non sempre riesce a garantire assistenza adeguata e le risorse per l’assistenza privata sono fuori dalla portata di molti, i caregiver familiari rappresentano l’ultima spiaggia per milioni di italiani.

La sentenza di Arezzo e il dramma dei caregiver

La recente sentenza della Corte d’Assise di Arezzo, che ha assolto Giuseppina Martin dall’accusa di aver ucciso la madre malata di Alzheimer, ha portato alla luce un fenomeno spesso sottovalutato: lo stress da assistenza. Secondo i giudici, la donna ha agito in uno stato di confusione mentale derivante da anni di assistenza continua e isolamento. Un caso estremo, certo, ma che riflette una realtà più ampia e preoccupante.

Negli ultimi anni, le cronache hanno riportato numerosi episodi di violenza e suicidio tra i caregiver, spesso descritti come gesti disperati di persone che non vedono via d’uscita. Questi eventi drammatici dovrebbero spingere le istituzioni a riflettere sull’urgenza di creare reti di sostegno concrete e strutturate.

Le iniziative per sostenere i caregiver

Nonostante le difficoltà, ci sono segnali positivi. La ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha annunciato che il disegno di legge per il riconoscimento dei caregiver familiari potrebbe ottenere il via libera della Camera entro settembre 2026. Il testo prevede una definizione nazionale del caregiver familiare tutele lavorative, previdenziali e formative, e un contributo economico di 1.200 euro a trimestre per i caregiver conviventi che garantiscono almeno 91 ore settimanali di assistenza.

Tuttavia, le risorse stanziate per il 2027 ammontano a 250 milioni di euro, una cifra che potrebbe coprire al massimo 52.000 caregiver in un anno. Un numero che, pur essendo significativo, è ancora lontano dal rispondere alle esigenze di tutti i 7 milioni di caregiver presenti in Italia.

L’importanza della prevenzione cardiovascolare

Un altro aspetto cruciale per la salute dei caregiver è la prevenzione cardiovascolare. Un’indagine realizzata da IQVIA ha rivelato che un terzo degli italiani che hanno avuto un infarto, un ictus o un’arteriopatia periferica non seguono correttamente i percorsi di controllo. La campagna Da Quore a Cuore di Novartis, realizzata con il Patrocinio dell’Associazione Italiana Scompensati Cardiaci (AISC) e della Fondazione italiana per il cuore ETS, mira a sensibilizzare sull’importanza di mantenere un follow-up costante con il proprio cardiologo.

La campagna, che ha coinvolto bambini e famiglie in laboratori esperienziali, porta nelle cardiologie italiane opere artistiche create dai più piccoli, con l’obiettivo di ricordare l’importanza di prendersi cura del proprio cuore. Un messaggio che vale per tutti, ma che assume un significato ancora più profondo per i caregiver, spesso così impegnati a prendersi cura degli altri da trascurare la propria salute.

Il caregiver burnout e il Family-Centered Care

Quando si parla di autismo o altre disabilità, l’attenzione si concentra spesso sulla persona con disabilità, sui suoi diritti e sui sostegni necessari. Tuttavia, è fondamentale non dimenticare il ruolo cruciale dei caregiver e l’impatto che l’assistenza continua ha sulle loro vite. Il caregiver burnout è una realtà che colpisce molte famiglie, portando a un esaurimento fisico e mentale che può avere conseguenze devastanti.

Il concetto di Family-Centered Care sta guadagnando sempre più terreno, riconoscendo che il benessere della persona con disabilità è strettamente legato a quello della sua famiglia. Questo approccio implica non solo l’organizzazione di interventi e opportunità di crescita, ma anche il sostegno alle relazioni e agli equilibri familiari, che spesso vengono messi a dura prova dall’assistenza continua.

Le iniziative in corso sono un passo nella giusta direzione, ma è necessario fare di più per garantire un sostegno adeguato a chi ogni giorno si prende cura degli altri.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.