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25 Agosto 2026

Terremoto in Venezuela: 16 italiani tra le vittime e 40 dispersi

Il Venezuela è stato colpito da una nuova scossa di terremoto, portando il bilancio delle vittime a 1.719. Tra i deceduti ci sono 16 italiani, mentre i dispersi sono 40. Scoperte strazianti e soccorsi in corso.

Terremoto in Venezuela: 16 italiani tra le vittime e 40 dispersi

Le autorità venezuelane hanno aggiornato il bilancio del terremoto che ha colpito l’area di La Guaira si contano 1.719 vittime, con nuove scosse di magnitudo 5,1 registrate nella stessa zona a distanza di pochi giorni. Tra i connazionali, risultano 11 italiani deceduti, circa 40 dispersi e 4 feriti, con 29 persone rintracciate. Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2026.

L’evento resta critico per l’ampiezza dei danni e per la finestra di intervento che si restringe. Le scosse di assestamento hanno rallentato le ricerche in aree instabili e la massa di macerie stimata supera 1,2 milioni di tonnellate nello Stato di La Guaira. La pressione sulle strutture sanitarie e logistiche rimane elevata, mentre il porto è tornato operativo per l’ingresso degli aiuti.

Bilancio aggiornato e situazione degli italiani

Il computo ufficiale delle vittime è fissato a 1.719, con stime che in alcuni casi si avvicinano a 1.800 per la difficoltà di consolidare i dati in un contesto in evoluzione. I feriti superano le 5.000 unità e i dispersi restano decine di migliaia. La comunità italo-venezuelana è tra le più colpite: le comunicazioni indicano 11 italiani deceduti circa 40 dispersi, 4 feriti e 29 rintracciati, con procedure di identificazione e assistenza ai familiari in corso.

Tra le vittime si conferma la scomparsa dell’intera famiglia Garofalo di origine salernitana e residente a La Guaira composta da cinque persone. In parallelo, nel quadro iniziale erano stati indicati fino a 16 italiani tra i deceduti; i numeri attuali sono stati aggiornati dagli uffici competenti e restano suscettibili di variazioni con l’avanzare delle verifiche.

Soccorsi tra nuove scosse a La Guaira e Chacao

Oltre 1.600 soccorritori specializzati arrivati da più Paesi, operano tra le macerie della costa e della capitale. L’ultima scossa di magnitudo 5,1 registrata nell’area di La Guaira ha costretto a sospensioni temporanee per mettere in sicurezza i cantieri di ricerca, con squadre allontanate da edifici pericolanti. In alcune zone si sono registrati problemi di coordinamento e accesso ai siti, in particolare fra autorità locali e team esteri.

Nelle aree più colpite come Chacao la tensione è salita tra i familiari dei dispersi, esasperati dai ritardi negli aiuti. Un volontario impegnato nelle estrazioni ha raccontato: “Stiamo lavorando qui da ore. E i corpi che stiamo tirando fuori abbiamo scoperto che sono tutti di una festa per bambini. Non potete immaginare. È il momento più difficile della mia vita”. Le ricerche proseguono nonostante il trascorrere delle 72 ore considerate cruciali per trovare superstiti.

Storie e numeri della tragedia

Tra i casi emersi, un giovane di 21 anni, Aaron Levi Cantillo Vargas è stato estratto vivo dopo molte ore di lavoro congiunto di squadre del Venezuela, del Messico e di El Salvador. All’opposto, quasi tutti i rimpatriati venezuelani espulsi dagli Stati Uniti e atterrati sei ore prima del sisma risultano tra le vittime: del gruppo di 146 persone, soltanto 12 sono sopravvissute, secondo i primi riscontri disponibili.

Le Nazioni Unite stimano circa 50.000 dispersi e la presenza di centinaia di corpi in obitori improvvisati nei magazzini del porto di La Guaira. Nella capitale si contano oltre 700 edifici collassati o gravemente danneggiati; nell’area più ampia colpita il totale supera il migliaio. Le piogge successive hanno innescato esondazioni e frane, costringendo nuove evacuazioni e rendendo più complesso il ritorno nelle abitazioni finché non verranno completate le verifiche di agibilità.

Porto riaperto, aiuti e quadro politico

Il porto di La Guaira è tornato operativo, consentendo lo sbarco di aiuti umanitari, mezzi e materiali. Sono stati schierati 130 Marines con compiti di supporto alle riparazioni delle infrastrutture strategiche. Nelle acque antistanti, la nave anfibia USS Fort Lauderdale è ancorata come piattaforma logistica per il trasporto di truppe e rifornimenti, in una città costiera dove interi complessi residenziali con piscina sono crollati come castelli di carte.

Il clima politico resta teso. Machado ha rilanciato il confronto con le autorità dichiarando: “È tempo che torni”; successivamente ha riferito di trovarsi a Panama e che il governo avrebbe chiuso lo spazio aereo per isolarla. Intanto la mobilitazione internazionale ha intensificato il flusso di aiuti, sia economici sia operativi, mentre nelle zone colpite le squadre proseguono senza sosta il recupero, la documentazione dei danni e l’assistenza ai sopravvissuti.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.