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15 Settembre 2026

Sciopero medici di famiglia: motivi e rivendicazioni del 15 e 16 settembre

I medici di famiglia scioperano il 15 e 16 settembre per protestare contro il ruolo unico e le sei ore obbligatorie nelle Case di comunità. Scopri le motivazioni e le richieste.

Sciopero medici di famiglia: motivi e rivendicazioni del 15 e 16 settembre

Il 15 e 16 settembre i medici di famiglia incrociano le braccia in segno di protesta contro le recenti disposizioni governative. La mobilitazione, indetta dal Sindacato Medici Italiani (SMI) tocca diverse città italiane e ha radici profonde nelle criticità del sistema sanitario territoriale.

La protesta non si limita alla semplice astensione dal lavoro, ma è un grido d’allarme per la dignità professionale e la qualità delle cure offerte ai cittadini. I medici chiedono cambiamenti strutturali e risorse adeguate per affrontare le sfide quotidiane.

Le richieste principali dei medici di famiglia

Le motivazioni alla base dello sciopero sono molteplici e riguardano aspetti cruciali della professione medica. Tra le principali richieste:

  • No al ruolo unico in medicina generale i medici chiedono una differenziazione dei ruoli per valorizzare le diverse competenze.
  • Accesso volontario alla dipendenza si richiede l’istituzione di un doppio canale per garantire maggiore flessibilità.
  • Scuola di specializzazione universitaria in Medicina generale per formare professionisti preparati e competenti.
  • Ripristino dell’Area della Medicina dei Servizi una richiesta per garantire un’assistenza più completa e integrata.
  • Implementazione degli organici del 118 per migliorare l’efficienza dei servizi di emergenza.
  • Riconoscimento di tutele adeguate come l’infortunio e la maternità, per garantire condizioni di lavoro dignitose.

Il nodo del debito orario

Uno dei punti più critici della protesta riguarda il cosiddetto debito orario ovvero le ore che i medici di medicina generale devono dedicare ad attività territoriali per il Servizio sanitario. L’accordo sulle Case di comunità firmato il 23 giugno, prevede che i medici possano essere chiamati a prestare fino a sei ore alla settimana per 48 settimane l’anno nelle nuove strutture territoriali.

Queste ore, retribuite 38,72 euro ciascuna oltre agli oneri, vengono assegnate dalle aziende sanitarie sulla base del fabbisogno delle singole strutture. Tuttavia, i medici denunciano che questa disposizione aggiunge un carico di lavoro insostenibile senza adeguati riconoscimenti economici e professionali.

Le manifestazioni e l’appello alla unità

Lo sciopero sarà affiancato da manifestazioni e assemblee in diverse città italiane, tra cui Roma, Rieti, Milano, Palermo, Napoli e Pescara. Per i medici di famiglia che aderiranno allo sciopero è prevista la chiusura degli studi dalle 8 alle 20 in entrambe le giornate. Restano comunque garantite le prestazioni indispensabili, come le visite domiciliari urgenti, l’assistenza programmata ai malati terminali e l’assistenza domiciliare integrata.

La segreteria nazionale dello SMI ha lanciato un appello a tutti i medici iscritti e non, per un’azione unitaria di difesa della professione. “Continueremo, da parte nostra, nell’impegno per la difesa della dignità dei professionisti e per il diritto alla salute dei cittadini”, dichiara il sindacato.

La posizione della Fimmg

Non tutti i sindacati della categoria hanno aderito alla protesta. La Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) il sindacato maggiormente rappresentativo, ha deciso di non partecipare allo sciopero. “Pur comprendendo il disagio, soprattutto dei giovani colleghi che si trovano ad affrontare una situazione sempre più complessa, con carichi di lavoro insostenibili e spesso non riconducibili alla clinica – scrive in una nota Fimmg Milano – chiudere gli studi per due giorni non porterà a nessun risultato concreto. A nostro avviso, servono proposte, in particolare soluzioni contrattuali che consentano di potenziare l’attività dei medici di famiglia negli studi sul territorio.”

Quanto all’assistenza dei medici di famiglia nelle Case di Comunità, la Fimmg sottolinea che “non deve trasformarsi in una medicina di serie B, una sorta di guardia medica diurna limitata alla distribuzione di ricette e certificati di malattia. Questo è l’impegno di Fimmg al tavolo delle trattative”.

La petizione promossa dalla segretaria generale Pina Onotri ha raggiunto in 40 giorni più di 9300 firme, un segnale tangibile del malcontento diffuso tra i medici di famiglia. La petizione è stata assegnata alla Commissione Affari Sociali di Montecitorio, nella seduta dei lavori della Camera dei Deputati del 9 settembre 2026. Ora si attende che venga discussa per trovare soluzioni concrete alle problematiche sollevate.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.