Negli ultimi anni la domanda di assistenza psichiatrica in Italia è cresciuta in modo significativo, dando alla luce una realtà fatta di numeri, disomogeneità territoriali e carenze strutturali. I Dipartimenti di salute Mentale hanno visto aumentare il carico di lavoro soprattutto per adolescenti e giovani adulti, mentre l’offerta di servizi, il personale e la disponibilità di cure continuano a mostrare limiti evidenti.
Le cifre più recenti segnalano che gli utenti in carico ai servizi specialistici si sono avvicinati al milione: nel 2026 erano stati contabilizzati circa 845.516 assistiti con 272.497 nuovi ingressi, oltre 10 milioni di prestazioni erogate e una media di 13,6 prestazioni per persona. Questi valori fotografano un settore sotto pressione e caratterizzato dalla difficoltà a intercettare i disturbi lievi oltre ai casi più gravi.
Distribuzione regionale e capacità di presa in carico
La mappa italiana dei servizi non è omogenea: alcune regioni del Nord mostrano una capacità di risposta migliore, mentre altre aree, anche all’interno della stessa regione, restano più vulnerabili. Per esempio, in Emilia-Romagna la presa in carico raggiunge 234,8 utenti ogni 10.000 abitantivalore superiore alla media nazionale di 171,9. Nella Provincia di Bolzano la densità degli assistiti supera i 327 utenti ogni 10.000 abitantimentre la Liguria registra la più alta prevalenza nazionale con 447 utenti trattati ogni 10.000 abitantiindicatore della capacità di risposta territoriale.
Sud e differenze interne alle regioni
Nel Mezzogiorno la situazione è eterogenea: alcune regioni, come la Puglia, hanno sviluppato reti territoriali e programmi di riabilitazione consolidati, mentre altre aree scontano ancora una dotazione insufficiente di servizi. Le discrepanze non seguono una semplice linea Nord-Sud, ma riflettono l’organizzazione locale e la storicità degli investimenti nella salute mentale.
Personale, servizi specialistici e accesso alle terapie
Un punto cruciale è la carenza di operatori: il personale della salute mentale conta circa 33.142 addettidistribuiti in modo asimmetrico tra medici, infermieri, psicologi e figure socio-educative. I leader del settore stimano una sotto-dotazione del personale tra il 30% e il 40% per molte strutture, con numeri che in alcune aree scendono a circa 40 operatori ogni 100.000 abitanti rispetto a una media nazionale di 66,2.
La disponibilità di psicoterapia pubblica è percepita come insufficiente: molte famiglie ricorrono al privato per tempi d’attesa e accesso, mentre adolescenti e giovani tra i 18 e i 30 anni spesso rimangono fuori dalle reti di presa in carico, contribuendo all’incremento dei comportamenti patologici osservati negli ultimi anni.
Pronto soccorso e neuropsichiatria infantile
Gli accessi ai pronto soccorso per motivi psichiatrici e le richieste ai servizi di neuropsichiatria infantile e adolescenziale sono aumentati notevolmente. Nel 2026 si sono registrati circa 636.113 accessi al pronto soccorso per ragioni psichiatriche, corrispondenti al 3,3% del totale, e 4.586 trattamenti sanitari obbligatoriun numero che comunque mostra una tendenza al calo rispetto al passato.
Psichiatria giudiziaria: Rems, liste d’attesa e inappropriatezze
La gestione degli autori di reato con problemi psichiatrici nelle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (Rems) resta critica. Attualmente sono presenti circa 632 persone nelle strutture con circa 750 in lista d’attesaa fronte di posti limitati e tempi che in alcune realtà superano i dodici mesi. Inoltre viene segnalata una percentuale significativa di inserimenti considerati inappropriaticon stime che arrivano fino al 50% degli ospiti che non necessiterebbero di misure di alta sicurezza.
Queste criticità mostrano l’assenza di una filiera coerente tra alta sicurezza, Rems e territorio e sollevano questioni organizzative e normative che impattano sia sulla qualità delle cure sia sulle responsabilità degli operatori sanitari.
Di fronte a questo scenario, gli esperti propongono strumenti di coordinamento interregionale per monitorare la situazione e pianificare interventi mirati, sottolineando l’urgenza di investimenti, assunzioni mirate e potenziamento delle terapie psicologiche pubbliche per ridurre le disuguaglianze e migliorare la presa in carico dei gruppi più fragili.



