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25 Giugno 2026

Revisione del prontuario: accesso ai farmaci e sostenibilità del Ssn in discussione

Il confronto sulla revisione del prontuario farmaceutico mette in evidenza tensioni tra governo, Aifa e industria: sostenibilità della spesa, accesso alle terapie innovative e rischio di limitare la scelta dei pazienti sono i nodi principali.

Revisione del prontuario: accesso ai farmaci e sostenibilità del Ssn in discussione

La proposta di rivedere il prontuario farmaceutico nazionale ha riacceso il confronto tra istituzioni, Agenzia del farmaco e imprese del settore. I temi chiave emersi in occasione dell’assemblea di settore e in dibattiti pubblici riguardano la sostenibilità della spesa l’accesso tempestivo ai farmaci innovativi e la tutela della libertà di scelta terapeutica per i pazienti.

Da un lato si sottolinea la necessità di strumenti nuovi per governare la spesa farmaceutica entro il quadro del Servizio sanitario nazionale (Ssn) dall’altro cresce la preoccupazione che meccanismi di rimborso più rigidi possano tradursi in minori opzioni terapeutiche o costi aggiuntivi per i cittadini. Il confronto è quindi tra criteri economici e valutazioni cliniche, con il compito della politica di assumersi la decisione finale.

Argomentazioni del sottosegretario: tempi e numeri del processo di revisione

Il sottosegretario alla Salute ha ricordato che la revisione del prontuario è prevista dalla legge di bilancio e che il processo richiede analisi puntuali dei dati. È stato evidenziato che la crescita della spesa farmaceutica si è moderata rispetto al passato, citando una riduzione del tasso medio di incremento nel quinquennio più recente: un calo dal 7,2% al 5,7% nella media di crescita, a fronte di una generale attenzione al peso economico dell’innovazione terapeutica.

Contestualizzazione demografica e innovazione

Nel ragionamento del sottosegretario rientrano due fattori strutturali: l’invecchiamento della popolazione e l’aumento dell’innovazione farmaceutica. Il primo elemento comporta una domanda sanitaria più elevata, il secondo introduce farmaci sempre più mirati che possono trasformare malattie croniche e patologie oncologiche in condizioni gestibili.

Posizione delle imprese: valore terapeutico e sostenibilità industriale

Le associazioni industriali hanno espresso forte preoccupazione rispetto a ipotesi tecniche che mirino a rimborsare solo il prezzo più basso all’interno di gruppi terapeutici omogenei. Il rischio evidenziato è che farmaci con differenze cliniche rilevanti vengano assimilati esclusivamente per il loro impatto sui costi, riducendo la possibilità di scelta per i medici e i pazienti e mettendo sotto pressione la sostenibilità industriale del settore.

Personalizzazione delle cure contro criteri economici omogenei

Secondo i rappresentanti delle aziende, confrontare medicinali appartenenti alla stessa area terapeutica solo in base al prezzo ignora la personalizzazione delle cure ossia la capacità di adattare la terapia alle caratteristiche del singolo paziente. Tale approccio, se applicato in modo rigido, potrebbe determinare che la differenza di prezzo venga trasferita sul cittadino o assorbita dalle imprese, con ripercussioni su ricerca e produzione.

La posizione dell’Agenzia del farmaco: modernizzare criteri e strumenti

Il presidente dell’Agenzia ha argomentato la necessità di aggiornare il modello delle categorie terapeutiche in un contesto in cui i farmaci sono sempre più mirati e destinati a sottopopolazioni specifiche. L’obiettivo dichiarato è trovare un equilibrio tra accesso all’innovazione appropriatezza prescrittiva e sostenibilità economica, attraverso criteri di valutazione che tengano conto del valore clinico lungo il percorso del paziente.

La proposta tecnica prevede l’esame di nuovi strumenti di rimborso che considerino gruppi terapeutici più ampi, con possibili meccanismi finanziari per gestire le differenze di prezzo. L’Agenzia invita a valutare le scelte con rigore metodologico, misurando il valore terapeutico e le ricadute sul sistema sanitario nazionale.

Nel dibattito emergono posizioni nette ma anche elementi di accordo: tutti gli attori riconoscono l’importanza di non compromettere l’accesso ai farmaci innovativi e di garantire al contempo la sostenibilità del Ssn. La decisione politica finale resta nelle mani del ministro della Salute, chiamato a mediare tra esigenze economiche, tutela della salute pubblica e interesse industriale.

Il confronto prosegue in vista dell’implementazione del nuovo prontuario, con l’intento di definire criteri che siano al contempo sostenibili, scientificamente fondati e attenti alle esigenze dei pazienti. L’equilibrio tra costi e valore terapeutico rimane il nodo attorno al quale si gioca la riforma.

Autore

Roberto Capelli

Roberto Capelli di Milano annotò i dati di una mensa aziendale durante un’indagine sul pasto lavorativo; quella visione epidemiologica modellò la sua linea editoriale, orientata a scelte alimentari misurate. In redazione difende chiarezza scientifica e conserva ricette leggere annotate a mano.