L’autismo è un disturbo dello spettro che colpisce in modo diverso maschi e femmine. Mentre nei maschi i sintomi sono spesso più evidenti, nelle bambine possono rimanere nascosti, rendendo la diagnosi più complessa. Questo fenomeno, noto come camouflaging è al centro di numerose ricerche che stanno cambiando la nostra comprensione dell’autismo.
Uno studio epidemiologico condotto in Svezia su 2,7 milioni di persone ha mostrato che il divario diagnostico tra maschi e femmine si riduce con l’età, fino a scomparire tra gli adulti. Questo suggerisce che le bambine con autismo sviluppano strategie per mascherare i loro sintomi, adattandosi meglio alle aspettative sociali.
Il fenomeno del camouflaging
Il camouflaging è un meccanismo di adattamento che molte bambine con autismo sviluppano fin dalla tenera età. Questo comporta uno sforzo continuo per apparire come gli altri, nascondendo le difficoltà sociali e comunicative. Le bambine imparano a osservare e imitare i comportamenti altrui, memorizzando espressioni, battute e reazioni da utilizzare nelle situazioni quotidiane.
Come spiega Stefano Vicari, direttore della Neuropsichiatria dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, questo non è un comportamento teatrale, ma un adattamento quotidiano. Le bambine imparano a controllare gesti, espressioni e tono della voce, monitorando costantemente ciò che mostrano di sé. Questo apprendistato silenzioso, non insegnato ma interiorizzato, può rendere l’autismo meno evidente.
Differenze biologiche tra i sessi
Le differenze tra maschi e femmine con autismo non sono solo comportamentali, ma anche biologiche. Gaia Novarino, neuroscienziata dell’Institute of Science and Technology Austria (ISTA), ha condotto uno studio su modelli murini con mutazioni genetiche associate all’autismo. Lo studio ha rivelato che le stesse mutazioni possono avere effetti diversi nei due sessi.
Nei topi femmina, alcune anomalie dello sviluppo cerebrale sono risultate più marcate rispetto ai maschi. Questo conferma che le differenze biologiche esistono e che i criteri diagnostici devono tenerne conto. Novarino sottolinea l’importanza di studiare entrambi i sessi per sviluppare percorsi terapeutici adeguati.
L’importanza di una diagnosi corretta
Una diagnosi tempestiva e accurata è fondamentale per comprendere meglio il proprio funzionamento e accedere a percorsi di supporto. Molte ragazze imparano a compensare le difficoltà, rendendo meno evidente l’autismo. Tuttavia, una diagnosi corretta può fare la differenza nella loro vita quotidiana.
Novarino consiglia ai genitori di rivolgersi a specialisti e di valutare l’opportunità di eseguire analisi genetiche. La genetica ha fatto progressi straordinari negli ultimi anni, permettendo di sviluppare modelli murini basati sulle informazioni ottenute dalla genetica umana. La ricerca sta ora entrando in una nuova fase, studiando l’interazione tra geni e ambiente.



