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7 Novembre 2026

Nuova proposta di legge per il sostegno alle mamme dal parto ai tre anni

La proposta di legge “La genitorialità non nasce da sola” vuole trasformare il sostegno alle neomamme in un diritto concreto, dal periodo prenatale fino ai primi tre anni del bambino.

Nuova proposta di legge per il sostegno alle mamme dal parto ai tre anni

Diventare madre è un salto emotivo che non tutti vivono allo stesso ritmo. Alcune donne attraversano la gravidanza senza ostacoli, altre devono fare i conti con dolore, aborti o lutti. In ogni caso, la nascita di un bambino segna una svolta profonda, che troppo spesso resta invisibile agli occhi delle istituzioni una volta che il neonato è tra le braccia della mamma.

Fino a poco tempo fa, il sistema sanitario italiano riservava la maggior parte delle attenzioni alla gestante durante i mesi di gestazione, per poi concentrare le cure sul neonato subito dopo il parto. Il risultato è una maternità percepita come percorso solitario, in cui la donna rischia di sentirsi abbandonata quando il suo corpo non è più al centro dell’interesse medico.

Presentazione della proposta di legge “La genitorialità non nasce da sola”

Il 27 ottobre, nella Camera dei Deputati, è stato presentato il disegno di legge intitolato “La genitorialità non nasce da sola”. La prima firmataria è la deputata Gilda Sportiello, che ha collaborato con la scrittrice e attivista Francesca Bubba, la giornalista Corinna De Cesare e l’ostetrica Alessandra Bellasio. L’obiettivo dichiarato è creare una rete pubblica di sostegno che accompagni le famiglie dalla gravidanza fino ai tre anni di vita del bambino, inclusa l’adozione.

Le ragioni dietro l’intervento legislativo

Le firmatarie hanno evidenziato come la visita post-partum, attualmente prevista solo per 40 giorni, sia in realtà una controllo focalizzato sulla macchina riproduttiva e non sulla donna nella sua totalità. Un caso emblematico si è verificato nella notte tra il 21 e il 22 aprile 2026 a Catanzaro, dove una madre si è tolta la vita insieme ai figli, riaccendendo il dibattito sulla fragilità psicologica del periodo perinatale. Secondo le stime contenute nel disegno di legge, tra il 10 e il 15 % delle donne sviluppa una Depressione post-partum, mentre il suicidio è una delle principali cause di mortalità materna nel primo anno dopo il parto.

Le lacune del supporto post-partum attuale

Molte neomamme, una volta dimessa dall’ospedale, scoprono di non disporre di un punto di riferimento stabile. Alcune ricorrono a gruppi sui social network o a presunti “guru” online, ma spesso questi ultimi trasferiscono la colpa sull’utente se i risultati non sono quelli sperati, aumentando il senso di colpa e l’isolamento. Altre donne, invece, si trovano sole ad affrontare lutti perinatali, aborti tardivi o periodi di ricovero del neonato in terapia intensiva, senza nessuno con cui condividere il dolore.

Le testimonianze raccolte durante la presentazione in Parlamento hanno messo in luce situazioni di estrema vulnerabilità: una giovane madre ha dovuto creare un podcast da sola per parlare del lutto della figlia, perché non aveva nessuno a cui confidarsi. Questi esempi dimostrano l’urgenza di un servizio pubblico di ascolto e di assistenza psicologica tempestiva.

Le misure chiave previste dal disegno di legge

Il testo prevede la creazione di una nuova figura professionale, l’ostetrica di famiglia e di comunità, inserita nei consultori, nelle case della comunità, nelle scuole e nei centri antiviolenza. Al momento della dimissione dall’ospedale verrà definito un piano di assistenza personalizzato, che includerà una visita domiciliare entro 48 ore. Un’équipe multidisciplinare composta da ostetrica, pediatra e psicologo o psicoterapeuta seguirà la famiglia per tre anni.

Tra le misure più rilevanti troviamo:

  • Screening psicologici per identificare precoce depressione e ansia perinatale, con percorsi terapeutici gratuiti e prioritari.
  • Il diritto di avere una persona di fiducia presente durante il travaglio e il parto, oltre a programmi di riabilitazione del pavimento pelvico e contrasto alla violenza ostetrica.
  • Un potenziamento della rete di consultori: un centro ogni 20 000 abitanti nelle aree urbane e uno ogni 10 000 nelle zone extraurbane.
  • Un fabbisogno di 100 milioni di euro annui a partire dal 2026, destinato prioritariamente all’assunzione di ostetriche.

Queste disposizioni mirano a trasformare il supporto alla maternità da una “cosa che si fa da sole” a un diritto garantito dallo Stato, riconoscendo che la nascita di un bambino comporta anche la nascita di una nuova identità femminile che ha bisogno di tempo, ascolto e accompagnamento.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.