La maternità surrogata, o gravidanza per altri è un accordo in cui una donna porta avanti una gravidanza per conto di un’altra persona o coppia, che diventeranno i genitori legali del bambino. Questa pratica, sebbene controversa, sta diventando sempre più comune, soprattutto tra le persone con un elevato potere d’acquisto.
La Chiesa cattolica ha sempre espresso forti preoccupazioni riguardo alla maternità surrogata. Papa Francesco e Papa Leone XIV hanno ribadito le loro critiche, e la Santa Sede ha sollevato questioni simili alle Nazioni Unite. Nonostante queste opposizioni, la pratica continua a crescere, sostenuta da celebrità e personaggi pubblici che la promuovono come un percorso di emancipazione.
La maternità surrogata come fenomeno sociale
La maternità surrogata è diventata un settore multimiliardario dove persone con risorse finanziarie significative possono pagare donne, spesso provenienti da contesti economici modesti, per portare avanti la gravidanza. Questo solleva importanti interrogativi sulla moralità della pratica, sulla disuguaglianza economica e sulla mercificazione dei bambini.
Un tempo considerata una soluzione eccezionale per casi di infertilità o complicazioni mediche, la maternità surrogata sta diventando una opzione riproduttiva comune. La cosiddetta maternità surrogata sociale in cui si ricorre a questa pratica per motivi professionali, sociali o estetici, sta guadagnando popolarità. Questo cambiamento riflette una percezione della gravidanza come un ostacolo da superare con il denaro e la tecnologia, piuttosto che come una realtà alla quale la società dovrebbe adattarsi.
Il paradosso della surrogazione
La maternità surrogata trasferisce gli oneri fisici della gravidanza da una persona a un’altra. I rischi fisici, i controlli medici e le possibili complicazioni vengono assunti dal corpo di un’altra donna. Questo squilibrio di potere diventa ancora più evidente quando gli accordi contrattuali stabiliscono cosa una madre gestante possa mangiare, bere o fare durante la gravidanza, o quando i futuri genitori esigono l’interruzione della gravidanza per motivi medici.
La questione della disuguaglianza sociale ed economica è centrale nel dibattito sulla maternità surrogata. Perché sono sistematicamente le donne con minori risorse economiche a sopportare il carico fisico della gravidanza, mentre chi dispone di maggiori capacità finanziarie può affidare ad altre la gestazione? Questo fenomeno riflette una società in cui i ricchi possono distanziare gli oneri fisici della gravidanza, scaricandoli su chi proviene da contesti più modesti.
Il social freezing: una scelta personale e politica
La decisione di congelare gli ovuli, o social freezing ha acceso un dibattito anche in Italia. Alexandra Ocasio-Cortez, con la sua scelta di congelare gli ovuli, ha portato alla luce questo tema, spronando molte donne a parlarne con meno inibizioni. Tra queste, Isabella Tovaglieri, eurodeputata della Lega, ha raccontato la sua esperienza personale.
Tovaglieri ha scelto di congelare gli ovuli all’età di 38 anni, dopo una crisi di una relazione e la paura di non riuscire a soddisfare il suo desiderio di maternità. Nonostante le sensibilità diverse all’interno del suo partito, Tovaglieri è pronta a fare una battaglia bipartisan sostenendo che la fertilità delle donne non è un tema divisivo e non ha colori politici.
La scelta di congelare gli ovuli è nata dalla crisi di una relazione e dalla paura di non riuscire a soddisfare il suo desiderio di maternità alle porte dei 40 anni. Rispetto alla sua decisione, nel suo stesso partito “ci sono sensibilità diverse e non tutte favorevoli”. Ma lei si dice “pronta a fare una battaglia bipartisan”, perché “la fertilità delle donne non è un tema divisivo” e “non ha colori politici“. Tovaglieri parla di un “percorso semplice, non doloroso”, tanto che racconta di essersi iniettata gli ormoni in camerino prima di una trasmissione tv. Meno facile, invece, l’aspetto economico: l’eurodeputata dice di aver sostenuto una spesa totale di quasi cinquemila euro e che, per rendere più accessibile il percorso, lo Stato dovrebbe sostenere la crioconservazione preventiva degli ovociti con scaglioni legati all’Isee e che “il ministero della Salute dovrebbe fare campagne informative“. Dice anche che bisognerebbe parlarne a scuola durante l’ora di educazione civica, non sessuo-affettiva, sottolinea, incalzata dall’intervistatrice.
Spostandosi sul piano politico, rispetto alle critiche ricevute dai cattolici più tradizionalisti Tovaglieri motiva il suo sostegno a questa tecnica come un modo per incentivare la maternità: “Sono cattolica praticante e mi sono confrontata anche con il prete che mi segue. Era d’accordissimo. Del resto non è che le mie amiche, tutte molto credenti, abbiano fatto chissà quanti bambini. La Chiesa non può che approvare“. E parla non proprio di approvazione, ma comunque di rispetto anche da parte di Matteo Salvini, leader del suo partito. E conclude l’intervista con un commento che la riporta sulla linea leghista, ma solo fino a un certo punto: dice infatti che personalmente non sarebbe disposta a portare avanti una maternità da sola, “perché credo che un bambino abbia diritto a un padre e una madre“. Ma, alla richiesta di commentare il divieto di accedere alla Pma per le donne single, afferma: “Nello stesso tempo, ritengo ingiusto limitare l’utilizzo degli ovociti soltanto alle donne che hanno un partner. Si deve rispettare la libertà di scelta“.
Il dibattito sulla maternità surrogata e sul social freezing riflette le tensioni tra scelte personali e disuguaglianze sociali. Mentre alcune vedono queste pratiche come un’opportunità di emancipazione, altre le considerano una forma di sfruttamento. La discussione continua, e la società deve affrontare queste questioni con attenzione e sensibilità.



