Il caffè è una delle bevande più amate al mondo, ma il suo consumo può avere un impatto significativo sul sonno. Recenti studi hanno dimostrato che bere caffè può ridurre il tempo di sonno e influenzare la qualità del riposo. Ma quando è meglio evitare l’ultima tazzina?
In questo articolo esploreremo i risultati di ricerche recenti sul legame tra caffè e sonno, e scopriremo l’orario ideale per bere l’ultima tazzina senza compromettere il riposo notturno.
L’effetto del caffè sul sonno
Uno studio condotto nel 2026 dalle università di San Francisco e di Berkley ha evidenziato che il consumo di caffè può ridurre il tempo di sonno di circa 36 minuti al giorno. La ricerca, pubblicata sul New England Journal of Medicineha coinvolto 100 adulti di età compresa tra 39 e 52 anni.
I partecipanti che hanno bevuto una o più tazze di caffè hanno camminato circa 1000 passi in più al giorno rispetto a chi non ha consumato caffè. Inoltre, lo studio ha dimostrato che il consumo di caffè non ha comportato un aumento delle contrazioni atriali premature giornaliere.
La dose massima consigliata
Le linee guida generali suggeriscono di non superare i 400 milligrammi di caffeina al giorno, equivalenti a 3-4 tazzine di espresso o di moka. Tuttavia, la sensibilità alla caffeina può variare da persona a persona.
L’orario ideale per l’ultima tazzina
Una meta-analisi pubblicata su Science Direct nel 2026 ha identificato il momento opportuno della giornata per bere l’ultima tazzina senza compromettere il sonno notturno. Secondo i ricercatori, circa 100 milligrammi di caffè, equivalenti al contenuto di una tazzina, non influenzano il sonno se consumati circa 9 ore prima di andare a dormire.
Ad esempio, se vai a letto alle 23:00, l’ultima tazzina di caffè dovrebbe essere bevuta intorno alle 14:00. Questo dato è più preciso rispetto a studi precedenti che indicavano una finestra compresa tra 2 e 10 ore.
Fattori genetici
Gli scienziati hanno identificato diversi geni coinvolti nella velocità con cui metabolizziamo la caffeina. Il gene CYP1A2 controlla la velocità con cui il fegato elabora la caffeina, mentre il gene ADORA2A codifica un recettore dell’adenosina nel cervello, regolando la sensibilità agli effetti stimolanti della bevanda.
Le varianti del gene ADORA2A possono influenzare la sensibilità individuale alla caffeina, spiegando perché alcune persone sono più sensibili agli effetti del caffè sul sonno.
Consigli per un sonno migliore
Per migliorare la qualità del sonno, è importante considerare non solo l’orario dell’ultima tazzina di caffè, ma anche altri fattori come la routine serale, l’alimentazione e l’ambiente di sonno.
Crea una routine serale che includa attività rilassanti come la lettura o la meditazione. Evita l’uso di dispositivi elettronici almeno un’ora prima di andare a letto, poiché la luce blu emessa dagli schermi può interferire con la produzione di melatonina, l’ormone del sonno.
Presta attenzione anche all’alimentazione. Evita pasti pesanti e ricchi di grassi prima di coricarti, poiché possono causare disagio digestivo e disturbare il sonno. Opta per cene leggere e bilanciate, ricche di carboidrati complessi e proteine magre.
Infine, assicurati che la tua camera da letto sia un ambiente favorevole al sonno. Mantieni la stanza fresca, buia e silenziosa. Utilizza tende oscuranti e tappi per le orecchie se necessario. Un materasso e un cuscino comodi sono essenziali per un sonno riposante.



