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2 Settembre 2026

La storia di Luca, Valentina e Bianca: una famiglia spezzata dalla disabilità

Una famiglia di Roma, Luca, Valentina e la loro figlia Bianca, è stata trovata senza vita nella loro abitazione. La disperazione e la solitudine hanno portato a una tragedia che ha sconvolto il quartiere di Pietralata.

La storia di Luca, Valentina e Bianca: una famiglia spezzata dalla disabilità

Nel cuore di Roma, nel quartiere di Pietralata, si è consumata una tragedia che ha lasciato tutti senza parole. Luca Abbasciano, un tecnico informatico, e sua moglie Valentina Pambianco, hanno perso la vita insieme alla loro figlia Bianca, di soli cinque anni. La loro storia è un dramma di solitudine e disperazione, che ha portato a un gesto estremo.

Una famiglia seguita dai servizi sociali

Luca e Valentina erano una coppia di quarantenni che avevano dedicato la loro vita alla cura della figlia Bianca, nata prematura e affetta da una grave disabilità. Valentina aveva lasciato il lavoro per prendersi cura della bambina, che richiedeva cure continue e costanti. La famiglia era seguita dai servizi sociali del IV Municipio, che avevano attivato l’assistenza domiciliare.

Massimiliano Umberti, presidente del IV Municipio, ha espresso il suo sgomento per quanto accaduto. “Era una famiglia normale, persone perbene. C’era la disabilità della bimba che era un po’ difficile da accettare: la solitudine è il più grosso male che c’è oggi al mondo”, ha dichiarato. La famiglia era seguita anche economicamente dai servizi sociali, ma evidentemente tutto questo non è bastato a reggere il peso della solitudine e della disperazione.

Le lettere d’addio e la pistola

Accanto ai corpi sono state trovate una pistola, una Glock denunciata da Luca solo per la detenzione domiciliare, e una ventina di lettere d’addio. Sulle buste c’erano i nomi dei familiari a cui erano destinate, con indicazioni su cosa fare dei beni lasciati dalla coppia. “Pensa tu a papà”, c’era scritto in uno dei messaggi destinato a uno dei tre fratelli di Luca.

Le lettere saranno aperte nelle prossime ore dai carabinieri per capire se contengano anche informazioni sul movente di quello che è successo. I coniugi affrontavano dal 2021 la delicata patologia che affliggeva la figlia. “Per far curare Bianca avevano tentato di tutto”, raccontano i conoscenti della coppia, “avevano anche pensato di portarla da uno specialista in Messico”.

L’ultima speranza in Messico

L’ultima speranza di Luca e Valentina era in Messico, in un centro specializzato per la cura di paralisi cerebrali in età infantile. Il dottor José Roberto Trujillo, a capo della clinica NeuroCytonix a Monterrey, aveva sviluppato una cura sperimentale con un dispositivo chiamato Cytotron. Nonostante il gravoso impegno economico, i risultati ottenuti nel caso della piccola Bianca avrebbero tardato ad arrivare.

Feliciana Manna, un’amica della coppia, ha raccontato di averli sentiti venerdì scorso. “Eravamo in partenza per il rientro con una sosta a Madrid, un viaggio che stavamo organizzando insieme e che non siamo riusciti a fare”, ha detto. “Ti ho scritto per dirti che eravamo arrivati nella città che tanto ti piaceva ma che non sopportavi per il troppo caldo: a quel messaggio non ho avuto risposta.”

La tragedia ha lasciato tutti sgomenti. “Quando accade qualcosa di così terribile, chi lavora ogni giorno nei servizi, chi amministra, chi conosce quelle famiglie e quei bambini, inevitabilmente si domanda: avremmo potuto fare di più? Avremmo potuto capire prima? Avremmo potuto esserci ancora di più?”, hanno dichiarato Umberti e Leobruni. “Non è questo il momento delle risposte semplici, né dei giudizi. È il momento del dolore, del rispetto e del silenzio.”

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.