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1 Luglio 2026

Il giro a piedi di un portalettere tra borgo, basilica e scavi

Un ritratto della giornata lavorativa di Francesco Liotti, portalettere di Ostia Antica: consegne a piedi nel borgo, rapporti con la comunità e brevi tappe agli scavi archeologici

Il giro a piedi di un portalettere tra borgo, basilica e scavi

Nel cuore del borgo storico di Ostia Antica la posta non arriva in automobile: passa di mano in mano, portoncino dopo portoncino, grazie al lavoro a piedi di un giovane portalettere. La figura protagonista è Francesco Liotti 32 anni, che da due anni effettua il percorso pedonale quotidiano tra le vie medievali e rinascimentali del paese, portando lettere, pacchi e messalini a famiglie, botteghe e luoghi religiosi.

Questa modalità di recapito sopravvive in un contesto urbano che conserva l’impianto storico e vieta l’accesso ai veicoli: sampietrini, vicoli stretti e portoni antichi determinano una consegna che è diventata parte integrante della vita del borgo.

Il percorso nel borgo e il rapporto con i residenti

Il giro di consegne nel centro storico dura mediamente circa un’ora e richiede di muoversi esclusivamente a piedi: recapito a piedi significa entrare nelle corti, leggere i nomi sulle cassette e scambiare un saluto con chi apre la porta. Per molti abitanti, che vivono qui da generazioni, vedere il portalettere camminare per le strade è normale tanto quanto il silenzio delle mura circostanti. La consegna porta a porta mantiene un rapporto umano che nel resto della città è spesso assente, trasformando il dipendente postale in un volto familiare e in un punto di riferimento per la comunità.

Originario di Dragona, un quartiere più caotico della periferia, Francesco racconta di percepire il borgo come un’isola nel tempo: la differenza tra la frenesia urbana e la calma dei vicoli rende il lavoro quotidiano un’esperienza quasi rituale. I commercianti e i residenti, impegnati a preservare l’identità del luogo, contribuiscono a creare un’atmosfera in cui il servizio postale riveste un ruolo sociale oltre che logistico.

Conversazioni e abitudini

Durante il giro non mancano scambi di parole e piccoli rituali: caffè offerti, commenti sul tempo e curiosità su pacchi attesi. Questi momenti consolidano un legame: il portalettere non è solo un operatore che lascia corrispondenza, ma diventa parte di una rete sociale che include anziani che vivono da sempre nel borgo, famiglie e giovani. Familiarità e continuità sono elementi che caratterizzano ogni consegna.

La basilica di Sant’Aurea e il Castello di Giulio II come tappe significative

Tra gli indirizzi che richiedono più attenzione c’è la basilica di Sant’Aurea opera quattrocentesca completata grazie all’impegno di figure storiche dell’epoca. La chiesa riceve una quantità rilevante di corrispondenza e rappresenta una tappa regolare del giro del portalettere: qui il lavoro incontra la dimensione istituzionale e religiosa del borgo. Quando arriva con pacchi e missive, il personale della basilica accoglie sempre con cordialità, sottolineando il valore della puntualità nelle consegne per il funzionamento degli uffici parrocchiali.

Non lontano dalla basilica svetta il Castello di Giulio II simbolo del borgo e presenza scenica che emerge lungo il percorso. Anche se il castello non riceve più posta, la sua funzione come riferimento visivo e come location per riprese cinematografiche e televisive lo rende una presenza costante nel lavoro quotidiano: troupe e produzioni che scelgono il maniero portano talvolta cambiamenti temporanei all’organizzazione delle consegne, creando curiosità e piccoli ostacoli logistici.

Effetti delle riprese sul lavoro quotidiano

Le produzioni audiovisive che utilizzano il castello come set possono provocare deviazioni o rallentamenti, ma generano anche un senso di vivacità. Per il portalettere è uno spettacolo assistere alle riprese, anche se a livello organizzativo non sempre è ideale. Questa convivenza tra patrimonio storico e industria culturale è un tratto distintivo del contesto in cui opera il servizio postale locale.

Accesso agli scavi archeologici e il contatto con il turismo

Dopo aver completato il giro a piedi nel borgo, Francesco riprende il suo mezzo aziendale, un veicolo ecologico, per raggiungere i scavi archeologici di Ostia Antica. Anche se deve fermarsi all’ingresso dell’area, la possibilità di muoversi vicino alle rovine antiche aggiunge una dimensione unica alla giornata lavorativa. Il contatto con il patrimonio archeologico è fonte di meraviglia e, insieme, occasione di incontro con turisti provenienti da varie parti del mondo.

La presenza costante di visitatori stranieri rende evidente il valore internazionale del sito: per il portalettere, osservare persone diverse ammirare le stesse pietre è un promemoria quotidiano della fortuna di lavorare in un luogo ricco di storia. Questo aspetto contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza al territorio e la consapevolezza del ruolo del servizio postale all’interno di un contesto turistico e culturale.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.