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8 Settembre 2026

Gen Z e benessere: come i giovani italiani stanno ridefinendo la salute

La Generazione Z sta adottando un approccio olistico alla salute, considerandola un investimento per il futuro. Scopri come i giovani italiani si informano e quali sono le loro priorità

Gen Z e benessere: come i giovani italiani stanno ridefinendo la salute

La salute non è più un tema occasionale per la Generazione Z. Per quasi un giovane su due, rappresenta un investimento concreto per il futuro. Questo è quanto emerge da una recente ricerca che ha analizzato il rapporto dei giovani adulti italiani tra i 22 e i 30 anni con salute, benessere, alimentazione, prevenzione e informazione.

Il benessere mentale è al primo posto per il 26% dei giovani, seguito dall’assenza di malattie (23%). Questo approccio olistico contraddice la rappresentazione della Gen Z come una generazione concentrata solo sul presente. In realtà, emerge un bisogno di costruzione, controllo e orientamento.

Tre profili distinti nella Generazione Z

La ricerca ha identificato tre profili distinti tra i giovani italiani: i Coinvolti (23%), che hanno già trasformato il benessere in una pratica quotidiana; gli Aspirazionali (60%), molto interessati e informati ma con un divario tra intenzioni e comportamenti; e i Distaccati (17%), più lontani da routine strutturate e più esposti a percorsi informativi meno organizzati.

Quasi 7 giovani su 10 dichiarano di informarsi con continuità su salute e benessere. Il medico rimane la fonte di riferimento più autorevole (46%), ma il percorso informativo è ormai ibrido. Motori di ricerca come Google (40%) e social come Instagram (29%), YouTube (23%) e TikTok (18%) sono entrati stabilmente nel journey della salute e del benessere.

L’evoluzione del ruolo dei social

La ricerca mostra che, sui temi della salute e del benessere, la credibilità della fonte pesa più del canale utilizzato. La Gen Z si informa attraverso piattaforme digitali, ma attribuisce maggiore valore a figure verticali e competenti: medici, nutrizionisti, farmacisti e professionisti della salute (35%). Creator e influencer generalisti risultano invece meno rilevanti (10%) nei processi di scelta e orientamento.

Il punto, quindi, non è scegliere tra social ed esperti, ma utilizzare i social come spazio di divulgazione e orientamento attraverso voci riconosciute e autorevoli. La sfida per aziende e istituzioni non è solo aumentare la quantità di comunicazione, ma assumere un ruolo più rilevante in un contesto in cui le persone devono orientarsi tra una quantità crescente di informazioni.

Le scelte alimentari della Gen Z

Nell’alimentazione, riconosciuta come leva chiave del benessere trasversalmente ai target, la Gen Z sceglie soprattutto sulla base di elementi concreti: gli ingredienti rappresentano il primo driver (44%), seguiti dal prezzo (40%), dal gusto (35%) e dai benefici funzionali per il benessere (31%). Anche il Made in Italy rappresenta un elemento rilevante nelle scelte alimentari: il 70% degli intervistati dichiara che influisce sui propri comportamenti di acquisto.

Per chi si occupa di alimentazione e food, questo significa superare una comunicazione basata esclusivamente su aspirazione e visibilità. Nei territori della salute e del benessere diventano centrali chiarezza, utilità, spiegazione e capacità di accompagnare le persone nelle loro scelte.

La ricerca restituisce quindi un quadro di trasformazione più ampio: la Gen Z è una generazione informata e interessata al benessere, ma vive una tensione tra desiderio di cura e difficoltà nel trasformare le intenzioni in comportamenti; tra autonomia nella ricerca e bisogno di guida; tra abbondanza di contenuti e necessità di fonti affidabili.

Autore

Roberto Capelli

Roberto Capelli di Milano annotò i dati di una mensa aziendale durante un’indagine sul pasto lavorativo; quella visione epidemiologica modellò la sua linea editoriale, orientata a scelte alimentari misurate. In redazione difende chiarezza scientifica e conserva ricette leggere annotate a mano.