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10 Luglio 2026

Dove trovare i rifugi climatici in Italia per sfuggire al caldo estivo

Con l'aumento delle temperature estive, le città italiane stanno implementando rifugi climatici per offrire riparo alla popolazione. Scopri dove trovarli e perché sono essenziali.

Dove trovare i rifugi climatici in Italia per sfuggire al caldo estivo

Con l’arrivo dell’estate 2026, le temperature record stanno mettendo a dura prova le città italiane. Le ondate di calore, sempre più frequenti, richiedono soluzioni immediate per garantire il benessere dei cittadini, in particolare delle fasce più vulnerabili. In questo contesto, i rifugi climatici stanno emergendo come una risorsa fondamentale per contrastare gli effetti del caldo intenso.

I rifugi climatici sono spazi pubblici, come parchi, biblioteche, centri civici e aree verdi, che offrono un riparo fresco durante le giornate più calde. Questi luoghi sono essenziali per mitigare gli effetti delle isole di calore fenomeno che si verifica soprattutto nelle grandi città, dove la cementificazione e la scarsità di verde aumentano le temperature locali.

L’importanza dei rifugi climatici per la salute pubblica

Le ondate di calore possono avere conseguenze gravi sulla salute, soprattutto per gli anziani, i bambini e le persone con patologie preesistenti. Secondo le indicazioni del ministero della Salute, i rifugi climatici devono garantire temperatura controllata accesso all’acqua, sedute e servizi igienici. Inoltre, le aree verdi devono offrire un’ombreggiatura che copra almeno il 70% della superficie.

La creazione di una rete di rifugi climatici è una risposta concreta alle esigenze sanitarie emergenti. Questi spazi non solo offrono un riparo immediato, ma contribuiscono anche a ridurre la pressione sui pronto soccorso durante le ondate di calore. Secondo i dati del sistema Heat-Health Watch, in presenza di un allarme di livello 3, i decessi giornalieri degli anziani possono triplicare.

Esempi virtuosi in Italia e all’estero

Tra le città italiane che hanno adottato soluzioni innovative per contrastare il caldo, spiccano BarcellonaMilanoBolognaFirenze e Torino. Barcellona, in particolare, è un esempio virtuoso con oltre 400 rifugi climatici attivi. Entro il 2030, la città catalana mira a garantire un rifugio a meno di 5 minuti a piedi da qualsiasi punto della città.

A Bologna, sono stati censiti 24 spazi pubblici gratuiti e accessibili, dotati di aria condizionata, acqua potabile e servizi igienici. A Torino, il progetto Driving Urban Transitions MAINCODE sta trasformando i cortili scolastici in rifugi climatici. Milano, nonostante non abbia una lista ufficiale, gestisce diverse case dell’acqua e centri di quartiere che fungono da rifugi. Napoli e Firenze hanno creato mappe dettagliate dei luoghi freschi, comprensive di giardini pubblici e biblioteche.

L’iniziativa di Health City Institute

In occasione della Giornata Nazionale per la Salute e il Benessere delle Città, promossa da Health City Institute, è stata lanciata una lettera aperta alle istituzioni nazionali e locali. L’invito è quello di rendere la salute urbana una priorità trasversale nelle politiche pubbliche. La lettera, firmata da 20 organizzazioni, sottolinea l’importanza di investire in ambienti urbani sani e sostenibili, promuovere la mobilità attiva e contrastare le disuguaglianze sociali.

Gaetano Manfredi, presidente dell’ANCI, ha dichiarato che le città devono essere ripensate mettendo al centro il benessere dei cittadini. Federico Serra, presidente di Health City Institute, ha sottolineato che la salute urbana è il risultato di scelte integrate che riguardano la mobilità, la qualità dell’aria e l’accesso al verde.

La collaborazione europea per la salute urbana

A Londra si è costituito il nuovo Consorzio Europeo di Ricerca dedicato alla salute urbana e al benessere nelle città. Health City Institute, con il suo presidente Federico Serra, coordinerà la rete degli istituti di ricerca aderenti. Il consorzio mira a definire standard comuni europei in materia di salute urbana e qualità della vita, favorendo l’integrazione delle politiche sanitarie, ambientali e urbanistiche.

Le attività del consorzio si concentreranno sui principali determinanti della salute in circa 100 Functional Urban Areas (FUA) europee. L’obiettivo è sviluppare programmi di ricerca, monitoraggio e valutazione delle politiche pubbliche in stretta collaborazione con i governi nazionali e le amministrazioni locali.

Autore

Camilla Pellegrini

Camilla Pellegrini, genovese e già infermiera, racconta ancora la notte trascorsa nel pronto soccorso di Sampierdarena quando decise di tradurre esperienza clinica in contenuti divulgativi. In redazione sostiene un approccio rigoroso e porta con sé cartoline e appunti di turni reali.