Maria Rita Parsi, psicoterapeuta e scrittrice, ha dedicato la sua vita a osservare le dinamiche dell’affetto umano. Nei suoi scritti ricorre l’idea che l’amore non possa attendere un domani incerto, né che le scuse possano essere rimandate a un momento più comodo. Il suo messaggio nasce da esperienze concrete: racconti di nonne, di genitori e di amici che hanno capito a fatica che il silenzio è il più grande traditore delle relazioni.
Il rischio di rimandare l’amore e le scuse
Spesso ci troviamo a posticipare un gesto di riconoscenza o un semplice “ti voglio bene” perché temiamo di sembrare vulnerabili. Un esempio emblematico proviene da una nota di una nonna che, poco prima di morire, ha lasciato a sua nipote Liliana una pergamena con le parole: “Perdonami se non ho sorriso alla mia unica nipote femmina. L’amore si impara tardi e anche soffrendo”. Quelle poche righe mostrano quanto sia facile dimenticare l’importanza di chiedere scusa quando la vita è ancora in corso.
Piccoli gesti che fanno la differenza
Parsi sottolinea che non servono gesti monumentali per esprimere affetto: una telefonata improvvisa, una visita senza pretesti o un “grazie” sincero hanno un valore pari a una stretta di mano piena di gratitudine. Quando, nella sua narrazione, Liliana rivolge al padre la frase “Non bisogna aspettare dolore e morte per amare”, emerge la necessità di guardarsi dentro e capire quali paure – orgoglio, fragilità, ferite non rimarginate – ostacolino l’espressione del cuore.
Il vero coraggio è vivere ogni giorno
Nel secondo intervento, Parsi ribalta la concezione tradizionale del coraggio: “Il problema vero non è avere il coraggio di morire, ma avere il coraggio di vivere”. Definisce se stessa “l’anziana adolescente”, dimostrando che l’età non spegne il desiderio di sperimentare, sbagliare e ricominciare. Questa attitudine è alla base di una filosofia che prende spunto da Madre Teresa: il giorno più bello è oggi. La lezione è chiara – il passato è una scuola, non una prigione, e ogni mattina offre l’opportunità di scegliere consapevolmente.
Sogni concreti vs sogni irrealizzabili
Parsi distingue due tipologie di sogno: quello che resta un “immaginario” e quello che può essere tradotto in azioni concrete. Il suo desiderio di continuare a scrivere e a fare poesia è un esempio di progetto alla portata di chiunque, da realizzare passo dopo passo senza attendere l’età perfetta. La conclusione è un invito a non temere il futuro, ma a riempire ogni giorno di senso, perché il vero coraggio risiede nella capacità di ricominciare ogni alba.
Un ricordo di Mary: l’eredità di un amore pratico
Il terzo testo ci porta a una testimonianza personale su Maria Rita Antonelli, affettuosamente chiamata Mary. Amica di una vita, madre, insegnante e cuoca, il suo sorriso e la sua disponibilità erano il collante di numerose comunità. Colleghi descrivono una donna che non ha mai pronunciato “non posso” e che, anche nella sua ultima cena, ha mostrato una generosità inesauribile, accendendo la stufa a pellet per chi amava le sue ricette. Il suo ricordo sottolinea che l’amore si manifesta nelle piccole azioni quotidiane, quelle che, se rimandate, svaniscono per sempre.
Il filo conduttore di tutti questi racconti è la consapevolezza che ogni momento è un’occasione per agire. Che si tratti di chiedere scusa, di abbracciare un genitore, o di scrivere un verso, rimandare equivale a lasciar svanire il valore del gesto. Parsi e il ricordo di Mary ci invitano a guardare il presente con coraggio, a trasformare il quotidiano in un atto d’amore e a non aspettare che la mancanza renda evidente ciò che avremmo potuto offrire.



