Il 17 agosto 2026, Giulio Rapetti Mogol, uno dei più grandi parolieri della musica italiana, compie 90 anni. Una vita dedicata alla musica, alle parole e alle emozioni, che ha lasciato un segno indelebile nella cultura del nostro Paese. Mogol, questo il nome d’arte scelto quasi per caso, ha scritto testi che hanno accompagnato generazioni di italiani, diventando parte integrante della nostra memoria collettiva.
La sua carriera inizia negli anni Cinquanta, ma è negli anni Sessanta che Mogol diventa una figura centrale nella musica italiana. Le sue collaborazioni con artisti del calibro di Lucio BattistiMinaAdriano Celentano e Bobby Solo hanno prodotto alcuni dei brani più celebri della nostra storia musicale. Ma Mogol non è solo un autore di canzoni: è un maestro delle parole capace di trasformare emozioni e sentimenti in versi indimenticabili.
Dai primi successi a Sanremo alle collaborazioni internazionali
Il primo grande successo di Mogol arriva nel 1961 con “Al di là” interpretata da Betty Curtis e Luciano Tajoli che vince il Festival di Sanremo. Questo è solo l’inizio di una serie di vittorie e collaborazioni che lo porteranno a scrivere testi per alcuni dei più grandi artisti italiani. Nel 1963, con “Grazie, prego, scusi” di Adriano Celentano e nel 1965 con “Se piangi, se ridi” di Bobby Solo Mogol conferma il suo talento e la sua capacità di adattarsi a diversi stili e generi musicali.
Ma Mogol non si limita alla musica italiana. Negli anni Sessanta, diventa uno dei principali traduttori e adattatori di successi internazionali. Tra le sue opere più celebri ci sono “Riderà” di Little Tony“Sognando la California” dei Dik Dik e “Ragazzo solo, ragazza sola” la versione italiana di “Space Oddity” di David Bowie. Questi adattamenti hanno contribuito a diffondere la musica internazionale in Italia, rendendo Mogol una figura chiave nella scena musicale del tempo.
La collaborazione con Lucio Battisti: un sodalizio indimenticabile
Uno dei capitoli più importanti della carriera di Mogol è senza dubbio la collaborazione con Lucio Battisti. I due si incontrano nel 1965 e da allora iniziano una partnership che durerà per circa quindici anni. Insieme, creano alcuni dei brani più iconici della musica italiana, come “Emozioni”“Il mio canto libero”“Una donna per amico” e “I giardini di marzo”. La loro collaborazione è un esempio perfetto di come musica e parole possano fondersi per creare emozioni profonde e durature.
Mogol e Battisti lavorano insieme in un periodo di grande fermento musicale, negli anni Sessanta e Settanta. Le loro canzoni parlano di amore, libertà, natura e malinconia temi che risuonano ancora oggi con la stessa intensità. La capacità di Mogol di trasformare le melodie di Battisti in testi poetici e coinvolgenti ha reso le loro canzoni immortali, amate da generazioni di ascoltatori.
Il Centro Europeo di Toscolano: la passione per la formazione
Oltre alla sua carriera come paroliere, Mogol ha sempre avuto una grande passione per la formazione e la trasmissione del sapere. Nel 1992, fonda il Centro Europeo di Toscolano una scuola dedicata alla formazione di autori, compositori e interpreti. Questo progetto riflette il suo desiderio di condividere la sua esperienza e di contribuire alla crescita di nuovi talenti nella musica italiana.
Il Centro Europeo di Toscolano è diventato un punto di riferimento per chiunque voglia approfondire la conoscenza della musica e delle sue tecniche. Mogol ha sempre creduto che la musica sia una forma di cultura e formazione e il suo impegno in questo campo è un esempio del suo amore per l’arte e per le nuove generazioni.
Celebrare i 90 anni di Mogol significa celebrare una vita dedicata alla musica e alle parole. Le sue canzoni hanno accompagnato momenti di gioia e di dolore, diventando parte integrante della nostra storia collettiva. Mogol ha fatto della vita il proprio mestiere, e il suo lascito è un patrimonio che continuerà a vivere nelle generazioni future.



