Il 11 ottobre 2026 l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia è stato teatro di una tragedia che ha scosso la comunità di Piano di Sorrento e dintorni. Greta Astarita, 33 anni, già madre di un bambino, si trovava al settimo mese di gestazione quando ha avvertito un dolore lancinante all’inguine, spingendo i familiari a recarsi al pronto soccorso.
Primo accesso al pronto soccorso e dimissione
All’arrivo, il personale sanitario ha effettuato gli esami ritenuti necessari, ma, secondo le testimonianze dei familiari, gli operatori hanno valutato la situazione di Greta non compatibile con un ricovero. Dopo la visita, la giovane è stata dimessa con l’invito a tornare a casa per monitorare i sintomi. Nella serata stessa, il malessere è tornato con intensità crescente, culminando in una perdita di coscienza che ha richiesto il trasporto d’urgenza al medesimo ospedale.
Richiamo d’urgenza, parto indotto e esito fatale
Il rientro in terapia d’urgenza è avvenuto quando le condizioni di Greta erano già giudicate critiche. I medici hanno deciso di indurre il parto nella speranza di salvare la vita del feto, ma il tentativo è stato vano. Intorno alle 23:00 di venerdì la neonata è stata dichiarata priva di vita mentre la madre, trasferita in rianimazione, ha mostrato un deterioramento progressivo del quadro clinico.
Stato della neonata e decesso della madre
Le autorità sanitarie hanno sequestrato le salme della neonata e di Greta, nonché le cartelle cliniche, per consentire le autopsie. Un nodo cruciale dell’inchiesta riguarda la possibile presenza di una trombosi e il gonfiore delle gambe riportato dal nonno di Greta nei giorni precedenti il ricovero. La Procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo per duplice omicidio colposo chiedendo chiarimenti su quanto accaduto durante il primo accesso.
Procedimenti giudiziari e reazioni istituzionali
La vicenda si colloca su un filone già delicato per il San Leonardo, che pochi mesi fa era stato al centro di un’inchiesta per la falsificazione di una cartella clinica, con la sospensione della primariatra di ginecologia e di due medici per un anno. L’ASL Napoli 3 Sud ha avviato un’indagine interna, mentre il sindaco di Piano di Sorrento, Salvatore Cappiello, ha espresso cordoglio sui social, definendo la morte di Greta e del suo bambino una “ferita che spezza il cuore di tutti noi”.
Nel frattempo, i familiari hanno sporto denuncia presso il commissariato di Polizia di Castellammare, chiedendo responsabilità per la gestione sanitaria. La Procura, con il procuratore Nunzio Fragliasso, ha disposto il sequestro dei resti e delle cartelle cliniche, attendendo i risultati delle autopsie per stabilire se il feto fosse già privo di battito prima del parto o sia deceduto subito dopo la nascita. L’intera comunità rimane in attesa di risposte che possano fare chiarezza su una tragedia avvenuta in pochi istanti, ma che lascia interrogativi sulla prontezza e l’accuratezza delle cure fornite.



