La gravidanza modifica il corpo ma anche la mente: molte donne sperimentano una maggiore vulnerabilità emotiva che in alcuni casi si manifesta come depressione in gravidanza. Capire quando e come questo disturbo incide sulla salute materna e sullo sviluppo del bambino è l’obiettivo di un nuovo progetto europeo che unisce più discipline. Coordinato dal team di Psichiatria del Policlinico di Milano e sviluppato con partner internazionali, lo studio intende raccogliere dati clinici, biologici e di neuroimaging per mappare le interazioni tra cervello, sistema immunitario e sistema endocrino.
Obiettivi e disegno dello studio
Lo scopo principale del progetto è definire i meccanismi attraverso i quali la depressione prenatale può influenzare il feto e identificare indicatori precoci di rischio. Per ottenere un quadro completo, BRAWO seguirà un ampio campione di donne in gravidanza e i loro neonati fino a sei mesi dopo il parto. Il disegno dello studio è longitudinale e multimodale: ciò significa che i ricercatori integreranno valutazioni psicologiche ripetute con esami strumentali e analisi molecolari per ottenere una visione multifattoriale del fenomeno.
Partecipanti e percorso di valutazione
Al centro del progetto ci sono 600 donne in gravidanza, selezionate indipendentemente dalla presenza o meno di sintomi depressivi. Ogni partecipante seguirà un protocollo standardizzato che prevede visite cliniche, test psicologici e una serie di esami non invasivi. L’approccio inclusivo e sistematico permette di confrontare profili diversi e di isolare fattori di rischio o di protezione che possono modulare l’impatto della sofferenza mentale sul bambino.
Tipologia di esami e raccolta dati
Per ottenere informazioni sia strutturali sia funzionali, lo studio utilizzerà diverse tecnologie. Sono previste risonanze magnetiche fetali, materne e neonatali, registrazioni EEG e cardio-respiratorie per valutare l’attività cerebrale e autonoma, oltre a ecografie fetali di routine. Dal punto di vista biologico verranno raccolti campioni di sangue materno durante la gravidanza e il sangue del cordone ombelicale alla nascita; in un sottogruppo con parto cesareo programmato sarà inoltre studiata la placenta per approfondire le interazioni biologiche tra madre e feto.
Analisi avanzate e integrazione dei dati
Tutti i campioni e le immagini verranno analizzati con tecniche avanzate: dalle analisi omiche come proteomica e trascrittomica alle metodologie di bioinformatica e machine learning per integrare i dati e riconoscere pattern predittivi. Questo approccio consente di passare dall’osservazione clinica alla definizione di potenziali biomarcatori utili per sviluppare strategie di screening e intervento mirate.
Impatto clinico e implicazioni pratiche
Gli esiti di BRAWO potrebbero avere ricadute concrete nella pratica ostetrica e pediatrica: identificare precocemente le donne a rischio permetterebbe di attivare percorsi di supporto psicologico e terapeutico tempestivi, con possibili benefici sullo sviluppo neuroevolutivo del neonato. Inoltre, la scoperta di segnali biologici affidabili aprirebbe la strada a programmi di prevenzione più personalizzati, orientati non solo alla cura della madre ma anche alla promozione del benessere neonatale.
Follow-up e valutazioni sul bambino
Il progetto include valutazioni neuroevolutive al momento della nascita e a sei mesi, utilizzando strumenti standardizzati per monitorare il comportamento e le prime tappe dello sviluppo. Questionari sulla relazione madre–bambino, sullo stress genitoriale e sull’ambiente familiare completeranno il quadro clinico, permettendo di analizzare come fattori psicosociali e biologici si combinino nell’influenzare gli esiti a breve termine.
I risultati attesi non mirano solo a pubblicazioni scientifiche, ma anche a migliorare i protocolli di assistenza per le donne in gravidanza. Chi desidera informazioni sullo studio o vuole valutare la possibilità di partecipare può contattare il team alla mail [email protected] o telefonare al numero indicato dal centro studi. Un lavoro multidisciplinare come BRAWO rappresenta un passo importante per mettere al centro la salute mentale perinatale e supportare le famiglie fin dai primi giorni di vita.
