Affrontare una corsa di 100 km non è solo una sfida fisica, ma un vero e proprio viaggio psicologico. Il Dott. Ezio Pellicano, noto psicologo, ha deciso di condividere la sua esperienza personale dopo aver completato la storica 100 km del Passatore da Firenze a Faenza. In questa autointervista, Pellicano esplora le dinamiche mentali che si celano dietro una tale impresa.
La 100 km non è una semplice gara, ma un rito di passaggio che mette alla prova i propri limiti. Pellicano ha scelto di affrontare questa sfida per amore della scoperta di sé, per rispondere alla domanda: fin dove si spinge davvero il mio confine? La preparazione è stata un processo lungo e faticoso, ma fondamentale per costruire quella che Pellicano chiama la Fortezza Interiore.
La preparazione mentale: costruire la Fortezza Interiore
La preparazione per una 100 km non inizia con il primo chilometro corso, ma nel momento in cui si decide di affrontare la sfida. Pellicano ha iniziato il suo viaggio un anno prima della gara, costruendo gradualmente la sua resilienza e autostima. Ogni uscita in condizioni difficili, ogni sacrificio, era una micro-battaglia vinta contro la pigrizia e la comodità.
Durante i mesi di allenamento, Pellicano ha imparato a negoziare con la sua parte pigra, trasformando il sacrificio in un patto sacro con se stesso. Ha interiorizzato due verità assolute: Io posso fare cose difficili e La solitudine non è un vuoto, è la mia forza. Ha smesso di vedere i suoi limiti come muri invalicabili, imparando invece a riconoscerli, a mapparli e a rinforzare le strategie per anticiparli e gestirli.
Il giorno della gara: gestire l’Euforia e la Notte Oscura dell’Anima
Il giorno della gara, Pellicano ha suddiviso il percorso in tre atti. Il primo, fino al 50° chilometro, è dominato dall’Euforia e dalla gestione dell’Ego. Il corpo risponde, l’adrenalina sale, la folla spinge. Il pericolo insidioso qui è l’arroganzala tentazione di correre troppo forte per cercare una gloria effimera. Il vero lavoro mentale è stato l’umiltàfrenare la mente per salvare il corpo.
Tra il 50° e il 75° chilometro, inizia la Notte Oscura dell’Anima. Quando le scorte calano, il corpo urla e la mente razionale vacilla. È l’istante in cui la parte più istintiva sussurra parole di dubbio e resa. Ma è proprio in questo momento che si scopre la vera forza interiore.
Il fenomeno della corsa tra i giovani: un controtendenza
Mentre molti adolescenti abbandonano lo sport già a partire dagli 11 anni, il fenomeno della corsa tra i giovani sembra andare in controtendenza. Secondo i dati dell’Osservatorio Valore Sport, la pratica sportiva cala progressivamente con l’aumentare dell’età, ma la corsa sta diventando sempre più popolare tra i giovani.
Nel 2026, oltre 12mila ventenni si sono iscritti alla Maratona di New York, un numero in costante aumento. I giovani corrono per sfida personale, ricerca di un senso di comunità e benessere, e anche per celebrare l’impresa sui social. Impazzano le iscrizioni a maratone e Hyrox, con i Run Club che diventano veri e propri centri aggregativi tra i ragazzi.
In Italia, la situazione non è diversa. La Maratona di Roma del 2026 ha visto la partecipazione di 36.000 runner, con la Gen Z che ha fatto la voce grossa. La corsa è diventata lo sport per eccellenza del 2026, con la Gen Z che ha corso di più in tutte le distanze, dalle 5 km alle maratone.



